Il dr. Bertolotti servo di Dio

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di Maria Pia e Gianni Mussini

Il servo di Dio Giancarlo Bertolotti era nostro amico. Nostro grande amico.

Ginecologo presso il San Matteo di Pavia, viveva la sua professione come missione; e la sua missione era la tutela delle donne e della vita nascente, cui affiancava lo studio della regolazione naturale della fertilità (il “bell’amore” coniugale esaltato da san Giovanni Paolo II), del quale era un esperto di fama internazionale. Una vocazione controcorrente che gli costò infatti non poche tribolazioni anche nell’ambiente di lavoro.

Ma la sua natura mite, riservata, francescanamente povera, non cercava la fama o il successo mondano. I suoi successi erano i bambini che aiutava a nascere e le mamme incoraggiate a ritrovare la serenità: superata grazie al suo aiuto la tentazione dell’aborto, conservavano proprio tutte per il dottor Bertolotti una gratitudine e un affetto che sarebbero durati per sempre.

Lo testimoniano le centinaia di lettere che gli sono state indirizzate dalle mamme e le moltissime foto di lui che, sorridente, tiene in braccio un bambino.

Tutti questi sono diventati documenti essenziali nel suo processo di beatificazione, su cui Gianni è stato chiamato a testimoniare: infatti Giancarlo, sostenuto nella sua vita e nel suo lavoro da una incrollabile fede, subito dopo la sua tragica morte per un incidente stradale (2005) ha visto riconosciuta anche dalla Chiesa la sua fedeltà al Vangelo. E ora, conclusa da poco la fase diocesana del processo, inizia l’iter di beatificazione vero e proprio.

Lo abbiamo ricordato ancora una volta domenica scorsa in un pomeriggio di testimonianze (su vari temi ma tutte toccantissime) che ha avuto luogo a Fidenza, in occasione della Giornata per la Vita.

Già, perché – come dicevamo all’inizio – noi Giancarlo lo abbiamo conosciuto bene nei suoi silenzi meditativi e pieni di pensieri, quando capitava fortunosamente di averlo a cena (qualche volta lo si “catturava” all’uscita dall’ospedale, quasi obbligandolo ad accettare il nostro invito: la cena, per forza improvvisata, era qualche volta modesta, ma raccoglieva sempre il suo entusiastico «Quanto ben di Dio!»).

Lo si ascoltava quando, preso da eroico furore, caldeggiava la nascita di un consultorio familiare a Pavia, che a suo parere avrebbe potuto fare grandi cose se messo in sinergia con il Centro di aiuto alla vita. Si riuscì a realizzarlo qualche tempo dopo la sua scomparsa e si capì allora quanto grande fosse la sua forza profetica.

Se ne godeva la compagnia durante le vacanze in montagna, quando Giancarlo finalmente liberava la mente dai pensieri per elevarsi materialmente (era uno spericolato scalatore) e spiritualmente: preghiera, compagnia degli amici, ascolto appassionato dei grandi poeti, specie quelli cristiani, di cui noi – letterati – potevamo parlargli. Il Paradiso sarà certo la cima più bella che ha conquistato.

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