I compiti della Congregazione per il Culto Divino

Visualizzazioni: 409

Se vogliamo applicare alle strutture ecclesiali il linguaggio che viene utilizzato per raccontare la vita dello Stato laico, possiamo affermare che le Congregazioni vaticane sono i “Ministeri” vaticani, l’equivalente di quelli che presiedono all’attività di governo di un Paese.

Le Congregazioni sono infatti strutture che affiancano e sostengono il ministero del Papa nel governo della Chiesa universale. Sono chiamate anche “Dicasteri”.

L’attuale immagine delle Congregazioni vaticane è frutto della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sulla riorganizzazione della Curia Romana promulgata da Papa San Giovanni Paolo II il 2 giugno 1988.

Le Congregazioni hanno funzioni amministrative, legislative e giudiziarie sulle varie tematiche che riguardano la vita della Chiesa.

Attualmente sono 9: la Congregazione per la dottrina della fede, la Congregazione per le Chiese orientali, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, la Congregazione delle cause dei santi, la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, la Congregazione per il clero, la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, la Congregazione per l’educazione cattolica, la Congregazione per i vescovi.

Ogni congregazione è retta dal Prefetto che si avvale della collaborazione del Segretario e dei Sotto-Segretari. I compiti della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vengono definiti nella Pastor Bonus in cui si specifica che «la Congregazione si occupa di tutto ciò che, salva la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, spetta alla Sede apostolica circa la regolamentazione e la promozione della sacra liturgia, in primo luogo dei sacramenti».

«Essa favorisce – si legge ancora nel documento pontificio – e tutela la disciplina dei sacramenti, specialmente per quanto attiene alla loro valida e lecita celebrazione; concede, inoltre, gli indulti e dispense che in tale materia oltrepassano le facoltà dei Vescovi diocesani. La Congregazione promuove con mezzi efficaci e adeguati l’azione pastorale liturgica, in particolar modo in ciò che attiene alla celebrazione dell’Eucaristia; assiste i Vescovi diocesani, perché i fedeli partecipino sempre più attivamente alla sacra liturgia. Provvede alla compilazione o alla correzione dei testi liturgici; rivede ed approva i calendari particolari ed i propri delle Messe e degli Uffici delle Chiese particolari, nonché, quelli degli istituti che godono di tale diritto. Rivede le traduzioni dei libri liturgici ed i loro adattamenti, preparati legittimamente dalle conferenze episcopali. Favorisce le commissioni o gli istituti creati per promuovere l’apostolato liturgico o la musica o il canto o l’arte sacra, e mantiene relazioni con gli stessi; erige le associazioni di questo tipo aventi carattere internazionale o ne approva e riconosce gli statuti; promuove infine convegni pluriregionali per sostenere la vita liturgica. Esercita attenta vigilanza perché siano osservate esattamente le disposizioni liturgiche, se ne prevengano gli abusi e, laddove essi siano scoperti, siano eliminati».

Tra le competenze del Dicastero rientrano anche il culto delle sacre reliquie, la conferma dei patroni celesti e la concessione del titolo di Basilica Minore. Inoltre, tra i suoi compiti vi è quello di aiutare i Vescovi di tutto il mondo affinché, oltre al culto liturgico, siano incrementate e tenute in onore anche le preghiere e le pratiche di pietà del popolo Cristiano.

Dalla promulgazione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus ad oggi le competenze e attività della Congregazione hanno subito alcune modifiche. Nel 2005, infatti, la competenza a trattare le dispense dagli obblighi assunti con la Sacra Ordinazione al Diaconato e al Presbiterato da parte di chierici diocesani e religiosi della Chiesa latina e delle Chiese Orientali, fu trasferita alla Congregazione per il Clero. Successivamente, Papa Benedetto XVI, ritenendo conveniente che il Dicastero si dedicasse principalmente a dare nuovo impulso alla promozione della sacra liturgia all’interno della Chiesa Universale, con il Motu Proprio Quaerit semper del 30 agosto 2011 decise di abolire gli articoli 67 e 68 della Costituzione Apostolica Pastor Bonus e trasferire al Tribunale della Rota Romana la competenza a trattare i procedimenti per la concessione della dispensa dal Matrimonio Rato e non Consumato e le cause di nullità della Sacra Ordinazione.

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *