Geronico e Preziosi sin dialogo con l’A.C.

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“Il viaggio dei viaggi” e la “Zingara del buon Dio” raccontati in due appuntamenti diocesani

TORTONA – L’Azione Cattolica diocesana nelle scorse settimane ha proposto due appuntamenti, in Seminario, volti ad approfondire in maniera consapevole l’essere Chiesa nel mondo di oggi.

Nel primo di questi, mercoledì 1° giugno, Luca Geronico (nella foto), giornalista di Avvenire, ha condotto i presenti in Medio Oriente, sulle orme del viaggio apostolico di Papa Francesco in Iraq nel marzo 2021.

A pochi mesi dalla pubblicazione dell’enciclica Fratelli tutti, quello che è stato definito “il viaggio dei viaggi” suggella una pratica di dialogo interreligioso che valica i confini del Magistero scritto per concretizzarsi in una delle aree più martoriate del pianeta, dove i civili – cristiani o musulmani – hanno sofferto a più riprese i drammi bellici provocati dall’estremismo religioso. La terra di Ur, attraverso il gesto coraggioso e profetico del Santo Padre, diventa la nuova me- ta di un pellegrinaggio inedito, sulle orme di Abramo, il patriarca dei tre monoteismi.

Geronico, nel volume scritto con Stefania Falasca Le chiavi della pace (In Dialogo, 2021) prova a tracciare un profilo maturo del dialogo religioso tra Cristianesimo e Islam alla luce delle recenti occasioni d’incontro tra il pontefice e le massime cariche del mondo musulmano sunnita e sciita.

Nel secondo appuntamento, mercoledì 8 giugno, a raccontare la straordinaria storia di Armida Barelli (proclamata beata lo scorso 30 aprile) è stato Ernesto Preziosi, storico, profondo conoscitore della storia del movimento cattolico sorto in Italia a partire dal Risorgimento. Nulla di circoscrivibile a una semplice biografia quella di Preziosi sulla Zingara del buon Dio (titolo del suo ultimo volume, edito da San Paolo) ma un’incalzante narrazione dialettica oscillante tra l’eroico carisma della fondatrice della Gioventù Femminile e la chiamata urgente alla ministerialità nella Chiesa del terzo millennio: a un secolo dalla fondazione del grande movimento laicale in cui si raccolsero decine di migliaia di donne in tutta Italia e che tenne alto il valore della testimonianza del Vangelo negli anni del fascismo fino alla conquista del suffragio universale femminile e oltre, la figura di Armida Barelli è d’ispirazione per tutta la Chiesa in cammino per le vie secolari e, a tratti, secolariste del mondo, spesso digiune di linguaggio liturgico e non raggiunte dalla verità incarnata di Cristo.

Due grandi sfide, quella del pluralismo religioso e quella della missione e promozione dell’umano, che attendono la conversione perpetua degli uomini e delle donne amati dal Signore tanto nella Chiesa universale quanto nella comunità diocesana.

Massimo Guerra

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