Esame di coscienza

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di SILVIA MALASPINA E CAROLINA MANGIAROTTI

Nel fare quattro informali chiacchiere con una conoscente, madre di famiglia, siamo rimaste sorprese di fronte a questa affermazione: «Ho appena comperato due biglietti per andare a sentire Paolo Crepet ad Asti il 2 febbraio 2024». Siamo rimaste stupite, abbiamo sempre pensato che i biglietti si acquistassero per concerti, rappresentazioni teatrali… e non per il one man show di uno psichiatra, seppur di grande celebrità televisiva; abbiamo quindi deciso di approfondire. Si è aperto un mondo: oltre ad avere un nutrito sito internet, il prof. Crepet dilaga sui vari social con racconti tratti dalla sua esperienza clinica, diventati veri e propri must, specialmente quelli relativi al rapporto genitori e figli. Pur con qualche variante, il leitmotiv delle esternazioni del nostro è che i genitori di oggi abbiano rovinato la prole, poiché l’hanno cresciuta sotto la proverbiale “campana di vetro”, perseverando nel voler risparmiare ai propri “bambini”, ormai ventenni o più, qualsivoglia preoccupazione, affanno o difficoltà ed elargendo non solo affetto, ma moltissimi vantaggi materiali. Tutto ciò impedirebbe ai giovani di staccare il cordone ombelicale con la famiglia di origine e, quindi, di diventare adulti realizzati. «Questi discorsi mi costringono a un esame di coscienza, poiché le accuse sono rivolte a noi, figli del boom economico, che avremmo cresciuto voi nella bambagia, trasformandovi in una massa di invertebrati, viziati, incapaci di raggiungere concreti traguardi. Sono parole che fanno pensare, perché un fondo di verità c’è: tralasciando le esternazioni da navigato istrione, Crepet mette il dito nella piaga quando afferma che “educare è togliere”. È normale ed è confacente alla natura umana che, se ci si trova con la strada spianata da qualcun altro, ci si adagi in molli piume e si rivendichi il diritto a non affaticarsi troppo per raggiungere obiettivi di studio, di lavoro o semplicemente di autonomia. Inizio a chiedermi se non abbiamo sbagliato tutto!» «Secondo me esagera. È molto provocatorio, quando, ad esempio, dice: “Mia mamma non amava i Beatles. Ai genitori di oggi piacciono i Måneskin. I genitori vogliono essere più giovani dei figli”. A te piacciono i Måneskin, mentre non credo che la nonna condividesse la tua passione per i Duran Duran! Sono cambiati i tempi: 40 anni fa le signore della tua età si vestivano in modo serio e triste, voi indossate i jeans strappati: l’aspettativa di vita si è allungata e i 50 sono avvertiti come 40. Non è questione di voler competere con i figli, è cambiata completamente la prospettiva.» «Sarà, comunque già mia nonna, che aveva solo la terza elementare, affermava “Ai figli non bisogna dare troppo, altrimenti crescono smorbi”, quindi chapeau al prof. Crepet per aver rielaborato la saggezza dei vecchi, trasformandola in business!»

silviamalaspina@libero.it

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