«È stata una grazia del Signore, una Sua delicatezza d’amore»

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Il primo Natale di Monsignor Guido Marini in Diocesi a Tortona: come ha celebrato la nascita di Gesù con la sua comunità? Il vescovo ce lo racconta in questa intervista. E rivolge il suo personale augurio per il nuovo anno a tutti nostri lettori

Eccellenza, è da poco finito il tempo liturgico del Natale. Il suo primo Natale tra noi, nella nostra Diocesi. Che emozioni ha vissuto in questi giorni?

«Il tempo liturgico del Natale è particolarmente bello e coinvolgente. Ci è data la grazia di celebrare la nascita di Gesù, Dio fatto Bambino per noi uomini e per la nostra salvezza. Questo mistero non finisce di stupire e di riempire il cuore di gioiosa gratitudine. Avvertiamo quanto sia vera la parola dell’antico profeta che prevedeva, nella speranza, il giorno in cui dall’alto i cieli avrebbero stillato giustizia e salvezza. La dolcezza straordinaria del Natale deriva proprio da qui, dal fatto che Dio si è donato a noi e si è rivelato a noi come Amore senza misura, nel volto dolcissimo e tenerissimo di un bambino. Iniziare il mio ministero episcopale a Tortona alla vigilia del Natale ritengo che sia stata una grazia del Signore, una Sua delicatezza d’amore».

Dopo il suo ingresso a Tortona e i primi incontri che Lei ha avuto con vari settori della comunità diocesana, è arrivata la Novena dell’Immacolata. Un appuntamento sentito dai fedeli e un momento molto partecipato…

«La novena dell’Immacolata è stata per me una splendida sorpresa. Non mi attendevo una partecipazione così numerosa e sentita come quella che ho potuto sperimentare in Cattedrale a Tortona. Mi ha commosso la presenza fedele di tante persone, uomini e donne, giovani e anziani, come anche di alcuni ragazzi ministranti, riuniti in preghiera, alle 7 del mattino, per iniziare la giornata insieme al loro Vescovo, rivolgendo occhi e cuore al Signore per mezzo della Madonna.

L’abbondante nevicata dell’8 dicembre, solennità dell’Immacolata, mi è parsa come il sigillo posto dalla Provvidenza su quei giorni della novena, che ci hanno preparato a celebrare la bellezza candida di Maria, Colei che è senza peccato e tutta abitata dalla vita di Dio».

E poi durante l’Avvento la novità dei Vespri al mercoledì, la Novena di Natale e le celebrazioni natalizie…

«Le celebrazioni legate all’Avvento e al Natale, insieme agli altri impegni di questo tempo, mi hanno offerto l’occasione di una maggiore conoscenza della Chiesa che il Signore ha affidato alle mie cure di pastore. Ho avuto, in particolare, la gioia e la consolazione di incontrare tanti sacerdoti, sperimentando il loro affetto, apprezzandone il fervore spirituale e la generosità pastorale. Sono loro i miei primi e più cari amici, figli e fratelli.

All’inizio dell’omelia del mio ingresso in Diocesi, ebbi modo di esprimermi così: “Il Signore oggi mi dona questa Chiesa e mi dona a questa Chiesa, che è la Sua sposa e la mia Sposa”. Oggi, al termine del tempo di Natale, sento di poter dire quelle parole, con ancora maggiore consapevolezza. Per questo amo tanto Tortona! Per questo amo tanto la Diocesi di Tortona! E spero di amarla sempre di più, non con il mio piccolo e povero cuore, ma con il Cuore di Gesù, l’unico vero Buon Pastore».

In queste settimane Lei ha fatto visita ad alcune realtà molto significative nella nostra Diocesi. Penso al Centro Paolo VI, al Piccolo Cottolengo… Quali sono stati i suoi sentimenti?

«Nelle settimane che si sono succedute al mio ingresso in Diocesi, ho avuto l’opportunità di iniziare a conoscere diverse realtà della nostra terra. Ringrazio il Signore per la ricchezza dei frutti maturati nel tempo, per opera dello Spirito Santo e in virtù del ministero zelante dei Vescovi che mi hanno preceduto sulla cattedra di san Marziano. Questi frutti li ho potuti riconoscere e apprezzare con stupore e con gioia. La Chiesa che è in Tortona è la Sposa amata dal Suo Sposo, il Signore Gesù, risorto da morte, che non le fa mancare la vitalità del Suo Spirito. Segno peculiare di questa vitalità è certamente la fantasia della carità che, ieri come oggi, ha saputo esprimersi anche in opere straordinarie».

Ora uno sguardo ai mesi prossimi. Quali sono gli appuntamenti futuri che riguardano la vita della Diocesi?

«I prossimi appuntamenti sono molti. Uno tra i più significativi sarà l’inizio in Diocesi del cammino sinodale che, a motivo del cambiamento del Vescovo, non si è potuto programmare nel mese di ottobre dello scorso anno. Al di là, però, dei molteplici appuntamenti, c’è un appuntamento che a mio modo di vedere è decisivo: è quello della chiamata alla santità, che ci riguarda tutti, nessuno escluso. Questo è l’appuntamento quotidiano che il Signore Gesù ci offre, quale segreto della vera bellezza della nostra vita personale e della nostra Diocesi. Questo è l’appuntamento degli appuntamenti, perché è l’appuntamento con Lui, cuore e centro di tutto, dal momento che Egli è Tutto per noi».

Infine Le chiediamo un augurio all’inizio del nuovo anno per tutti i nostri lettori.

«Il mio augurio è che il nuovo anno porti a un risveglio della fede e a una fede sempre più autentica. Perché dove c’è la fede c’è Dio. E dove c’è Dio, la vita trova compiutamente sé stessa e tutto è possibile. Dove Dio viene a mancare, invece, la vita si smarrisce e l’oscurità ha la meglio sulla luce. Non a caso don Orione affermava, come ho ricordato all’inizio del mio ministero a Tortona: “Con Cristo tutto si eleva, tutto si nobilita: famiglia, amore di patria, ingegno, arti, scienze, industrie, progresso, organizzazione sociale. Senza Cristo tutto si abbassa, tutto si offusca, tutto si spezza: il lavoro, la civiltà, la libertà, la grandezza, la gloria del passato, tutto va distrutto, tutto muore”».

Marco Rezzani

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