Di corsa nelle Terre Derthona

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Una settimana di corsa nelle Terre Derthona. Per 200 km immersi nella natura, seguendo i sentieri Cai (tracciati da “Insieme per il Territorio”). L’impresa, questa volta ben più domestica rispetto all’annata in cui risultò il primo uomo al mondo ad attraversare i deserti più inospitali della Terra, è stata concepita e realizzata da Checco Galanzino, il celebre podista tortonese, che ha voluto dedicare una settimana ad attraversare i colli e i monti delle cinque valli limitrofe del Tortonese, in modo da accendere i riflettori su un territorio che per varietà di panorami, storia e cultura e opportunità di sport e ricettività non ha nulla da invidiare a mete ben più affermate. Da qui nasce il progetto Derthona Booking, per allestire un circuito sia di itinerari sia di ristorazione e pernottamento, vendibile sul mercato dei viaggi, nella forma Derthona Adventure. Ma dal percorso che il runner ha svolto in questa settimana tra sentieri, gastronomia e benessere, con ogni tappa terminata in luoghi di apprezzata qualità ricettiva, possono nascere anche spunti più limitati e adattabili alle esigenze di tempo e resistenza fisica di ciascuno, scoprendo mete di cui si parla sempre troppo poco, una serie di località e una rete di agricoltori, vignaioli, ristoratori e albergatori che contribuiscono ogni giorno a rendere il luogo un’eccellenza assoluta. Il giro ad anello è partito da Carbonara Scrivia, dalla piazza con la Rocca del Dongione, in direzione Val Borbera, con arrivo nel comune di Borghetto Borbera, passando per Carezzano, Costa Vescovato, Persi: zona molto panoramica, dalle varie sfaccettature a seconda di come la valle si allarga o restringe attorno al torrente. La seconda tappa, interamente borberina e appenninica, ha condotto da Borghetto alla foresteria “La Merlina”, a Dernice, sul crinale tra Val Borbera e Val Curone: qui impressiona la macchia mediterranea che si incontra lungo i sentieri, con profumi molto caratteristici. La terza tappa è forse la più dura, tutta in alta quota, con la cima più alta sul monte Ebro, a 1700 metri, passando per Giarolo e Gropà: ha portato a Salogni, quasi la frazione più estrema in quota di Fabbrica Curone. Dalle creste appenniniche si scorge in giornate limpide il mare su Sestri Levante e si passa sopra Caldirola, la sola località della provincia di Alessandria a essere dotata di impianti di risalita. Da Salogni a Fabbrica Curone sono pochi chilometri, ma i runner sanno complicarsi il tracciato, allungandolo e passando dalla Valle Staffora, per un breve sconfinamento tra le vette dell’Oltrepò pavese nella quarta tappa, sbucando sopra Cella di Varzi: e peccato che all’ultimo momento dal tour è stato tolto il passaggio fino a Capanne di Cosola, dove c’è quell’albergo che sorge esattamente sul confine di quattro regioni, in ossequio alla cultura cosiddetta delle “Quattro Province”, che riassume anni di tradizione in agricoltura, letteratura, costumi, musica, tra Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova. La quinta frazione ha condotto da Gremiasco a Ca’ del Monte, anche qui sul confine tra Piemonte e Lombardia, tra Val Curone e Valle Staffora: si può visitare in questo tratto il sito archeologico del Guardamonte, con resti del Neolitico a conferma della storia ultra millenaria del territorio; c’è il punto di lancio per il parapendio; c’è la palestra di roccia. Sesta tappa in discesa, da Ca’ del Monte a Monleale, passando dal castello di Pozzol Groppo, dai campi da golf a Momperone e con una mirabile vista su tutte le valli circostanti, per un salto a Volpedo con il suo borgo, nel novero dei “Più belli d’Italia”, e con i musei del Pellizza. Un altro personaggio storico è omaggiato nella tappa conclusiva, che arriva a Castellania dove tutto parla di Fausto Coppi: da vedere anche le torri di Sant’Alosio e altri borghi, fino a Tortona, dove il tour si è concluso con la degustazione delle tipicità nei locali dell’ex carcere napoleonico, oggi sede dei consorzi vinicoli e di Terre Derthona. Tante idee per apprezzare “casa nostra” in questo periodo estivo, con l’auspicio che lo sviluppo turistico sostenibile sia la via per una valorizzazione ulteriore delle Terre Derthona, che ora hanno trovato nome ed espresso identità.

Stefano Brocchetti

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