«Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici»

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Lo ha scritto Marguerite Yourcenar, lo pensano i volontari dell’associazione “Parole in collina” che, grazie a un lascito librario dello scrittore Maurilio Riva, hanno rivitalizzato tre paesi: Bosnasco, Zenevredo e San Damiano al Colle. Una buona notizia mentre si è appena conclusa la 7^ edizione di #ioleggoperchè

di Oliviero Maggi

Una donazione di 12.000 libri consente l’apertura di tre biblioteche sulle colline dell’Oltrepò orientale: a Bosnasco, Zenevredo e San Damiano al Colle. Tutto questo grazie all’impegno dei volontari dell’associazione culturale “Parole in collina” (PiC), un gruppo operativo nella zona a partire dal 2018, con diversi eventi alle spalle, rimasto attivo anche durante il periodo del Covid.

«L’arrivo di un importante lascito librario di circa 12.000 titoli, donatoci dallo scrittore milanese Maurilio Riva, in memoria della moglie Viviana Grassi, ci ha spinto a creare una casa che ospitasse e facesse vivere questi preziosi volumi. – spiega il presidente dell’associazione, Carlo Salvaneschi – Date le dimensioni del lascito e l’insufficienza degli spazi in ogni Comune, è nata l’idea di distribuire fisicamente i libri nei tre paesi della zona, Bosnasco, Zenevredo e San Damiano al Colle, mantenendo però un database unico in rete per il territorio stesso, da tutti consultabile per sapere in quale luogo fisico si trova il libro oggetto di un’eventuale ricerca da parte di un utente. Questa impostazione ha permesso la realizzazione di un vero e proprio sistema bibliotecario locale che abbiamo chiamato Biblioteca Virtuale Multicomunale, rispondendo per di più alle finalità dell’associazione, quella della diffusione della cultura nel territorio».

Una volta allentate le limitazioni della pandemia, il gruppo ha ripreso le attività in presenza e, contemporaneamente, le operazioni di preparazione delle tre biblioteche, con la finalità di creare un micro sistema bibliotecario di zona.

«A oggi, nel complesso, abbiamo codificato e catalogato oltre 6.000 volumi e stiamo allestendo alcuni spazi di lettura nei Comuni di Zenevredo e Bosnasco. – aggiunge Salvaneschi – Grazie all’impegno dei volontari di “Parole in Collina” e alla disponibilità delle Amministrazioni comunali coinvolte, di fatto abbiamo creato una nuova biblioteca a Bosnasco e ne stiamo creando un’altra a Zenevredo, inoltre stiamo arricchendo quella già esistente di San Damiano».

La prima biblioteca a essere inaugurata è stata quella di Bosnasco, in alcuni locali all’interno del municipio: al taglio del nastro erano presenti Salvaneschi e i volontari dell’associazione, il vicesindaco di Bosnasco, Roberto Marsili, e la direttrice della biblioteca, Astrid Corolli. In sala consiliare il presidente Salvaneschi e la volontaria Rosemary Bruins hanno ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione dell’iniziativa, mentre il vicesindaco Marsili ha ringraziato i volontari dell’associazione per l’impegno e per aver consentito l’apertura di una biblioteca che mancava sul territorio comunale. Infine, Astrid Corolli ha spiegato il funzionamento della biblioteca, annunciando che al più presto sarà ospitata una serie di eventi e iniziative, a partire dalla creazione di un gruppo di lettura.

La biblioteca di Bosnasco resterà aperta al lunedì e alla domenica, dalle 10 alle 12, e il giovedì, dalle 15 alle 17, con possibilità per i ragazzi di aiuto per i compiti. Entro Natale, poi, dovrebbe partire anche la biblioteca di Zenevredo, nella quale sono già stati catalogati 3.000 volumi e 1.500 collocati sugli scaffali; a San Damiano, invece, la biblioteca era già presente, ma non più attiva, quindi si tratterà di far ripartire l’attività con il nuovo patrimonio librario.

Ma l’impegno del gruppo non si fermerà all’attivazione delle biblioteche, perché l’auspicio dei volontari è di allargare la rete culturale anche ad altri centri limitrofi: «Il patrimonio librario delle tre biblioteche costituisce una risorsa a disposizione non solo del nostro territorio, che è l’obiettivo prioritario, ma, data l’importanza e la straordinaria raccolta che la caratterizza, anche per tutti gli interessati ai diversi livelli della rete di accesso ai sistemi bibliotecari afferenti. – conclude Salvaneschi – Una volta avviate le biblioteche, coinvolte nel progetto PiC, in quanto biblioteche comunali avranno vita propria e potranno gestire in completa autonomia le varie attività: per esempio gestire il patrimonio ricevuto e il database generale oltre a soddisfare le richieste dei cittadini, mediante l’acquisizione di altro materiale bibliotecario presente sul mercato o derivante da nuove donazioni».

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