CORONAVIRUS – 23 aprile 2020. Le notizie del giorno

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SOMMARIO

Notizie dai nostri territori:
TORTONA – Buoni: domande entro il 30/04
PONTECURONE – Da Piber un’app anti-code
NOVI L. – Gli ultimi dati disponibili in città
CASELLA – Dieci positivi nella casa di riposo
STRADELLA – Chiesto ausilio dei militari
CODEVILLA – Il “pane solidale” sul TG1

Dalle regioni:
Regione Piemonte per il sistema produttivo
Donati 100 milioni a Regione Lombardia

Notizie nazionali:

Recovery Fund pronto il 6 maggio
“Germania sta bene se Europa sta bene”
Il 30 verrà varato un nuovo Decreto
Il 50% non sopravvive alla Rianimazione
OMS: “Metà dei morti nelle case di cura”
“Italiani hanno pochi risparmi”
Posti limitati sugli autobus
“Riprendere l’Eucarestia domenicale”

Notizie dai nostri territori

TORTONA – Dal sindaco Federico Chiodi un’informativa circa il progetto ‘buoni spesa’. “Ad oggi abbiamo distribuito buoni spesa per 127mila euro. Abbiamo ancora tante domande che stiamo valutando. Come è noto, questa misura è una misura emergenziale finanziata dagli stanziamenti statali per il mese di aprile. A questo punto abbiamo deciso di porre un termine alla presentazione delle domande per il prossimo 30 aprile. Grazie alla generosità dei tanti tortonesi che hanno effettuato donazioni, il Comune di Tortona sarà comunque in grado di proseguire anche nelle prossime settimane. Inoltre attendiamo eventuale nuove nuove disposizioni a livello regionale o governativo per garantire ulteriori aiuti”.

PONTECURONE – Pibergroup ha messo a punto una app in grado di informare in tempo reale i cittadini della coda presente all’ingresso del supermercato Gulliver del paese. Basta aprire questo link (https://spesa.xmferrari.it/APP/spesaponte.asp) per poter avere un’idea di massima di quanta coda ci sia al supermercato e decidere se muoversi di casa o meno. Il sistema è autogestito da volontari che si occupano di aggiornare il dato più volte al giorno, in modo da avere un’idea di massima di come sia l’andamento in quel del supermercato.

NOVI LIGURE – Ad oggi i casi accertati in città sono 89. Lo Stato Civile non ha registrato nuovi decessi di persone positive al coronavirus, per cui il totale rimane fermo a 111, di cui 23 residenti a Novi. Notizie incoraggianti giungono anche dall’Ospedale San Giacomo dove prosegue il calo della pressione sulla struttura: su 131 posti letto dedicati (10 di terapia intensiva e 121 di media intensità) ne risultano occupati 39, per la precisione 4 di terapia intensiva e 35 di media intensità, di cui 15 in attesa di conferma test. Infine, continua regolarmente l’attività della Polizia Municipale: alla data del 22 aprile sono stati effettuati 1040 controlli e 49 persone sono state sanzionate.

CASELLA – “In assenza di auto segnalazioni e di comunicazioni ufficiali da parte di ASL abbiamo appreso dell’esistenza di 10 casi positivi al covid-19 presso la residenza Villa Cortino”. Lo scrive l’Amministrazione Comunale in un comunicato su Facebook.
“Abbiamo immediatamente attivato tutte le procedure necessarie e conseguenti a questa situazione nonché avviato le comunicazioni ai soggetti venuti a contatto con la struttura; stiamo monitorando la situazione in collaborazione con le forze dell’ordine. Terremo aggiornata la popolazione in merito alla situazione. Invitiamo tutti a non avvicinarsi alla struttura per nessun motivo”.

STRADELLA – “Stiamo assistendo ad un lieve miglioramento della situazione di emergenza, dovuto agli sforzi di tutti noi. Vi assicuro che sarò inflessibile e intransigente nel continuare i controlli e nel perseguire chi mette a repentaglio la salute di tutti con comportamenti sbagliati”. Lo ha detto il sindaco Alessandro Cantù in un videomessaggio. L’amministrazione ha provveduto a distribuire mascherine a tutti i cittadini con più di 45 anni. L’obiettivo è, entro la fine del lockdown, riuscire a fornire una mascherina a tutti i maggiorenni. Stiamo preparandoci alla fase 2, in cui ci sarà più movimento di persone. Abbiamo chiesto per questo l’ausilio di personale militare. Vogliamo essere sicuri che le regole vengano rispettate.

CODEVILLA – Una troupe Rai ha visitato nei giorni scorsi il paese dell’Oltrepò. Gli operatori hanno filmato la consegna domiciliare del pane che l’Amministrazione Comunale effettua due giorni alla settimana a tutti le famiglie. Il servizio è andato in onda sul TG1 delle 13.30 e sul TG3. “La nostra idea è che il pane vada al di là del semplice prodotto sfamare qualcuno”, ha dichiarato il sindaco Marco Dapiaggi, “ma assume valori diversi: memorie, tradizioni. Un modo per far sentire, in questa situazione di crisi, l’Amministrazione vicina ad ogni famiglia”. Il pane è messo a disposizione dal Panificio San Francesco di Codevilla. Della cottura e della distribuzione si occupano una ventina di volontari.

Dalle regioni

Regione Piemonte per il sistema produttivo

Sono partiti i primi interventi della Regione Piemonte in favore del sistema produttivo per affrontare la crisi in atto determinata dall’emergenza Covid-19. L’obiettivo principale è garantire immediata liquidità alle imprese, attraverso contributi diretti e rafforzamento delle garanzie pubbliche, per ampliare così il più possibile le forme di accesso al credito messe in campo dal sistema finanziario locale (banche, confidi, fondazioni bancarie). Contemporaneamente si sta cercando di prorogare per quanto possibile le scadenze in atto legate ai bandi di finanziamento in corso, al fine di non gravare di ulteriori incombenze le imprese che stanno affrontando questa drammatica crisi. L’elenco delle operazioni messe in atto è consultabile a questo link.

Donati 100 milioni a Regione Lombardia

“Buongiorno amici, iniziamo la giornata con un grande Grazie! La generosità dei lombardi ha superato i 100 milioni di euro di donazioni. Una cifra molto concreta, raggiunta grazie a donazioni che vanno dai 5 euro ai 10 milioni, importanti risorse contro l’emergenza coronavirus che ha colpito con tanta durezza la nostra regione”. Lo scrive, sulla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “L’intero ricavato – prosegue Fontana – è destinato ai beni e servizi necessari per fronteggiare l’emergenza: le cose fatte e da fare sono tante, tutto sarà rendicontato al centesimo”.

(TGcom24) – Dopo le polemiche per l’alto numero di morti, l’assessore al Welfare lombardo, Giulio Gallera, ammette che le Rsa non erano la soluzione migliore per i malati di coronavirus. “I controlli ci sono stati, le Ats avevano il compito di sorvegliare e adesso stiamo andando a verificare situazione per situazione – ha detto in un intervento televisivo -. E’ chiaro che, forse, quello delle Rsa è un modello che non ha le capacità per gestire pazienti Covid”. La delibera sulle Rsa “la rifarei per il bene dei mei concittadini”, ha quindi precisato. “Rispetto alle polemiche sorte dopo, forse era meglio lasciare che 150 persone non trovassero posto in ospedale”, ha aggiunto provocatoriamente Gallera, sottolineando che così ci sarebbero state meno polemiche.

Notizie nazionali

Recovery Fund pronto il 6 maggio

(ANSA) – Mobilitare oltre 2.000 miliardi attraverso iniziative mirate ma incardinate al bilancio Ue 2021-2027 partendo da una dotazione di circa 1.000 miliardi. Questo l’obiettivo del pacchetto di proposte messe a punto dalla Commissione europea. Un pacchetto che si aggiunge ai tre strumenti (Mes, Bei, Sure) per un totale di oltre 500 miliardi. “La Commissione – fa saper il premier Conte – lavorerà in questi giorni per presentare già il prossimo 6 maggio un Recovery Fund che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico”.  “Grandi progressi – aggiunge – impensabili fino a poche settimane fa, all’esito del Consiglio Europeo appena terminato: i 27 Paesi riconoscono la necessità di introdurre uno strumento innovativo, da varare urgentemente, per assicurare una ripresa europea che non lasci indietro nessuno”.

“Germania sta bene se Europa sta bene”

(ANSA) – Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, nel corso del Consiglio europeo ha chiesto una modifica alle conclusioni della riunione sul Recovery Fund. Modifica che, secondo le stesse fonti, è stata inserita e inquadrerebbe il piano per la ripresa Ue come strumento “necessario e urgente”. Per la ripresa dalla “crisi economica acuta”, “tutti hanno concordato sul fatto che serva un piano congiunturale, o come viene chiamato anche recovery plan o recovery fund”. Lo ha detto Angela Merkel, dopo il summit Ue in videoconferenza, parlando alla stampa a Berlino. “Voglio dire in modo molto chiaro che una risposta comune del genere è anche nell’interesse tedesco”. “La Germania sta bene solo se l’Europa sta bene”, ha aggiunto. Angela Merkel ha spiegato che non si è stati ancora tutti d’accordo per ora su come finanziare il Recovery fund, “se con sussidi o prestiti”, ha detto, ma una cosa è chiara, e cioè che il fondo sarà collegato al prossimo bilancio europeo per i prossimi sette anni. “Questo significa per la Germania che noi dobbiamo essere disponibili a contributi di bilancio più alti di quanto avevamo messo in conto nell’ultima trattativa. La cancelliera ha sottolineato che questo “è giusto”.

Il 30 verrà varato un nuovo Decreto

(askanews) – “La prossima settimana voteremo il Documento di economia e finanza, poi voteremo lo scostamento, tra il 29 e 30. Poi in Consiglio dei ministri il 30 delibereremo sul decreto di aprile”. Lo annuncia il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà intervistato dal direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini. “I casi nel nostro Paese – ha spiegato D’Incà – sono ancora superiori ai 100mila, quindi ci vuole la massima prevenzione e precauzione. Chiaramente il Paese deve riprendersi dal punto di vista economico, quindi deve ripartire l’industria, ma con le giuste modalità”.

OMS: “Metà dei morti nelle case di cura”

(ANSA) – “Secondo le stime che arrivano dai Paesi europei, la metà delle persone che sono morte di Covid-19 erano residenti in case di cura. E’ una tragedia inimmaginabile”. Lo ha detto il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge, in una conferenza stampa. “Il quadro in queste strutture – ha sottolineato – è profondamente preoccupante. C’è un urgente ed immediato bisogno di ripensare il modo in cui operano le case di cura oggi e nei mesi a venire. Le persone che lavorano in quelle strutture – spesso sovraccaricate di lavoro, sottopagate e prive di protezione adeguata – sono tra gli eroi di questa pandemia”.

Il 50% non sopravvive alla Rianimazione

(AdnKronos) – L’impatto della malattia Covid-19 in Lombardia? Per gli esperti è “rilevante: anche se porta al decesso una percentuale molto bassa di tutte le persone risultate positive, nei pazienti più gravi la mortalità è del 49%, in pratica una persona su due ricoverata in Terapia intensiva non sopravvive al contagio”. E’ il dato che emerge da uno studio su circa 1.600 ricoveri in Terapia intensiva avvenuti in Lombardia. Il lavoro è stato condotto da un team del Policlinico di Milano. I decessi, in particolare, sono più numerosi tra i pazienti anziani e con precedenti patologie. Secondo lo studio realizzato dal Policlinico, quasi 7 pazienti Covid su 10 avevano almeno un problema di salute prima di essere contagiati. La maggior parte era iperteso (49%), mentre almeno 1 su 5 (21%) aveva problemi cardiovascolari. 

“Italiani hanno pochi risparmi”

(Internazionale) – A quasi due mesi dall’inizio del lockdown in tutta Italia, le misure decise dal governo stanno mettendo a dura prova “la tenuta delle famiglie e delle persone che hanno pochi risparmi a cui attingere e si trovano, da un giorno all’altro, senza uno stipendio e protezione sociale adeguata”. È la constatazione del ricercatore Salvatore Morelli su Lavoce.info. “Nel 2018 il tasso di risparmio era uno dei più bassi tra i paesi economicamente avanzati, pari al 2,5 per cento”. La media nell’eurozona è del 6 per cento. La pandemia rischia di aggravare il quadro, costringendo molti a mettere mano ai propri risparmi. Il problema, secondo Morelli, è che tanti non ne hanno a sufficienza. In Italia i “dieci milioni di persone più povere possiedono in media circa 300 euro di risparmi”.

Posti limitati sugli autobus

(LaPresse) – “Serve garantire sugli autobus e sui tram garantire un numero massimo di passeggeri, in modo da consentire il rispetto della distanza di un metro tra gli stessi, contrassegnando con marker i posti che non possono essere occupati”. E’ quanto prevede la bozza di linee guida messe a punto dal Mit per l’organizzazione del trasporto pubblico in vista della Fase 2. “Per la gestione dell’affollamento del veicolo, il conducente può decidere di saltare alcune fermate – ha aggiunto – nelle stazioni della metropolitana prevedere differenti flussi di entrata e di uscita”.

“Riprendere l’Eucarestia domenicale”

(ANSA) – “E’ arrivato il tempo di riprendere la celebrazione dell’Eucarestia domenicale e dei funerali in chiesa, oltre ai battesimi e a tutti gli altri sacramenti, naturalmente seguendo quelle misure necessarie a garantire la sicurezza in presenza di più persone nei luoghi pubblici”: a dirlo è il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia nella “lettera settimanale di collegamento” alla comunità diocesana. “Lo dico in coscienza a tutte le istituzioni” sottolinea il porporato.
“Non appena ci si è accorti che anche in Italia il pericolo di contagio era più che reale – ha ricordato il cardinale Bassetti -, abbiamo dovuto sospendere ogni attività pubblica, inclusa la celebrazione dell’Eucarestia con la presenza dei fedeli”. “Ma ‘guardare’ la Messa – ha sottolineato il presidente della Cei -non è celebrarla. Messe senza popolo, popolo senza Messa”.

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