Casalinghe femministe

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di SILVIA MALASPINA E CAROLINA MANGIAROTTI

«Carneade! Chi era costui?» è la domanda che nell’ottavo capitolo dei Promessi sposi, don Abbondio si fa a proposito del filosofo greco, ed è con il medesimo atteggiamento che ci siamo arrovellate, incappando nella dicitura Trad Wife: chi era costei? Ci siamo documentate e abbiamo appreso che la locuzione estesa è Traditional Wife: sta a indicare una tendenza, nata negli USA e divenuta celebre grazie ai numerosi video postati su TikTok, in virtù della quale donne, spesso molto giovani, promuovono lo stile di vita familiare tradizionale, nel quale i ruoli di genere sono rigorosamente definiti e rispettati. Abbiamo visto video di signore molto carine, eleganti, con la messa in piega impeccabile, abbigliate con twin set di cashmere, filo di perle e gonna a ruota, in un’atmosfera da pubblicità anni Cinquanta, che dichiarano di essere felici e realizzate nel «far sentire un uomo amato e valorizzato, prendendosi cura di lui e occupandosi di una bella casa accogliente ». Ricordano molto da vicino le protagoniste dell’inquietante film La donna perfetta, ambientato in un’immaginaria cittadina del Connecticut, dove le mogli erano tutte bionde, belle, casalinghe ineccepibili, il cui unico scopo era quello di rendere felici i mariti. La differenza sta nel fatto che, mentre le mogli della finzione cinematografica erano in realtà state sottoposte a un trattamento “robottizzante” che le aveva trasformate in bambole umane, le Trad Wives sono donne reali, che rivendicano il diritto a vivere secondo parametri che ai più paiono obsoleti e lo fanno autoproclamandosi femministe. «Queste mi paiono del tutto shakerate! Ti sembra possibile? Secondo me lo fanno per acquisire followers sui social e ricavarne guadagno! Ti risulta che negli anni Cinquanta si vivesse in questo modo?» «Forse nella borghesia americana, quella che vediamo anche nei telefilm della mia epoca, tipo Happy Days, ma ti posso garantire che Italia la maggior parte delle donne, anche negli anni Cinquanta e Sessanta, non stava a crogiolarsi nel soggiorno di casa, ma collaborava attivamente al bilancio famigliare. Se qualcuno avesse chiesto a mia nonna, che si sposò nel 1939, se si sentisse sottomessa al marito, gli avrebbe riso in faccia! Mentre mio nonno era in guerra, ha cresciuto due figli e negli anni lo ha sempre coadiuvato nei lavori in campagna o nell’allevamento del bestiame, altro che twin set di cashmere ! Le nostre nonne erano femministe senza averne coscienza e hanno contribuito attivamente e con grande umiltà al boom economico che oggi rimpiangiamo.» «Le Trad Wives dichiarano di essere felici e realizzate: se questo è vero e non è, come penso io, un escamotage per inseguire la popolarità nella Rete, vanno rispettate e non attaccate. Il vero femminismo sta nel fatto che ciascuna donna possa inseguire la propria realizzazione.»

silviamalaspina@libero.it

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