La strega di Pampaloni

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di Maria Pia e Gianni Mussini

Otto giorni con Miriam, che ha approfittato delle vacanze del Corpus Domini previste nella sua Baviera. In questi casi di solito noi ci coccoliamo la bambina (e la cagnolona Kora), mentre i genitori un po’ si riposano, un po’ lavorano da remoto, un po’ si danno da fare in commissioni varie.

È stato tutto un rinnovellare esperienze del passato, quando avevamo in casa tre bambini piccoli. Abbiamo recuperato la funivia a manovella, agganciandola a un pomello del guardaroba (Miriam provvedeva a riempire la cabina con omini del Lego). Poi certi vecchi congegni a molla, come l’omino che nuota, il bruco che striscia, ecc. E anche il teatrino con i burattini di cartapesta da noi fabbricati tanti anni fa. Ma ecco che, a troncare sul nascere ogni ripiegamento proustiano, tutti questi oggetti assumono ora un aspetto nuovo: non languorosi ricordi, ma vita vera.

Idem per il gioco dei cuscini sul lettone, il nascondino e, copyright della famiglia, la “strega di Pampaloni” (dal nome del letterato con cui Gianni collaborò tanti anni fa). Funziona così: nonna e nipotina si mettono nella parte sotto del letto a castello, accendono la lucina interna mentre il nonno cala una coperta a chiudere l’accesso. Dopo di che, modulando il refrain “la strega di Pampaloni oh oh” in modo acuto o roco, suadente o minaccioso, il nonno medesimo assale improvvisamente la “tenda” suscitando nella bambina uno scoppio di orrore felice (specie quando, non senza sadismo, Gianni registra il refrain e lo fa sentire dalla stanza lontana, mentre lui sorprende silenzioso la nipotina…).

E in cortile? Ecco la scavatrice gialla, a pedali, di Giacomo aggiornata dall’apposizione della M di Miriam, rossa, sul cofano. E la palla con i Donuts (i dolci preferiti da Miriam) disegnati sopra. O la bici rosa ereditata dai vicini del primo piano. Intanto, dall’alto il nonno fa scendere aeroplani di carta colorata, o magari spruzzi d’acqua sulle teste di nonna e nipotina. Sulle quali, come da tradizione dei fratelli Mussini, quando scendono le scale Gianni finge di sputare in testa. E Miriam sottovoce al nonno: «Quando scendo io no, ma quando scende la nonna fallo davvero…» (È proprio il caso di dire che il sangue non è… acqua).

Miriam è specialmente legata alla nonna: l’aiuta a fare i biscotti (o il sorbetto al limone) e, soprattutto, si fa leggere libri su libri: compresi quelli delle “Fiabe sonore” che conserviamo con i relativi vinili, ormai affascinanti reperti archeologici. Come del resto i video di Heidi, della quale abbiamo però visto insieme in TV l’ultima versione cinematografica.

Il problema è che, quando è partita, Miriam era di una mestizia sconfinata, che ha rotto gli argini durante il viaggio, quando ci ha videochiamato dalla Svizzera piangendo disperatamente.

Inevitabile, ma ne è valsa la pena. E poi ad agosto la rivedremo a Monaco!

cantiamolavita@katamail.com

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