Beato Nicola da Gesturi

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L’8 giugno la Chiesa ricorda il Beato Nicola da Gesturi beatificato il 3 ottobre 1999 in piazza San Pietro da Papa Giovanni Paolo II.

Il Beato, al secolo Giovanni Angelo Salvatore Medda, nacque il 5 agosto 1882 a Gesturi, in provincia di Oristano, quarto di cinque figli in una famiglia di umili contadini. A 13 anni rimase orfano di entrambi i genitori. Dopo le elementari non frequentò più la scuola ma si dedicò totalmente al lavoro nei campi. Nel 1896, all’età di 14 anni, ricevette la Prima Comunione e da quel momento si dedicò con fervore alla preghiera, fino alla decisione di intraprendere la vita religiosa a 28 anni, dopo essere guarito da una grave forma di reumatismo articolare che l’aveva costretto a letto per quasi due mesi.

Nel marzo del 1911, si presentò al convento dei Cappuccini di Cagliari, chiedendo di essere ricevuto come fratello laico. Fu affidato alla guida di Padre Fedele da Sassari, che mise a dura prova la sua vocazione, per provarne la serietà. Il 30 ottobre 1913 Giovanni, vestì l’abito cappuccino e prese il nome di Fra’ Nicola da Gesturi. Dopo alcuni mesi, fu trasferito al convento di Sanluri per finire l’anno di noviziato e il 1° novembre 1914, emise la sua professione semplice, seguita dalla professione solenne il 16 febbraio 1919.

Fu affidato al convento di Sassari con il compito di cuoco, ma fu presto trasferito a Oristano e poi nuovamente a Sanluri. Il 25 gennaio 1924, fu inviato al convento Maggiore di Buoncammino a Cagliari, dove gli venne affidato l’incarico di questuante che svolse per 34 anni, sino alla morte.

Fra’ Nicola, con la bisaccia in spalla e il rosario in mano, chiedeva l’elemosina “in nome di San Francesco”. Grazie alla sua umiltà e gentilezza la gente gli offriva tutto quello che poteva. Era un uomo di poche parole, parlava solo per lodare il Signore e ciò gli valse il soprannome di “Frate Silenzio”.

Viveva ogni giorno in grande povertà. Durante i bombarda- menti della Seconda Guerra Mondiale a Cagliari cercò sem-pre di aiutare i più poveri a salvarsi. Il 1° giugno 1958, chiese di essere esonerato dalla questua e pochi giorni dopo gli fu diagnosticata un’ernia strozzata; fu ricoverato e operato d’urgenza ma il 7 giugno fu trasferito al Convento dei Cappuccini dove morì nella notte dell’8 giugno 1958 a 76 anni.

I funerali videro la partecipazione di una grande folla.

Il 2 giugno 1980 le sue spoglie furono trasferite nella Cappella dell’Immacolata, a lui tanto ca-ra, all’interno della chiesa dei Cappuccini.

Daniela Catalano

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