Beato Luigi Novarese

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La Chiesa il 20 luglio fa memoria di don Luigi Novarese che è stato beatificato l’11 maggio 2013, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma.

Il beato Novarese nacque a Casale Monferrato il 29 luglio 1914, in una famiglia di contadini, ultimo di nove figli. Rimasto presto orfano, a nove anni, in seguito a una caduta, fu colpito da una grave forma di tubercolosi ossea, malattia all’epoca incurabile. La madre, pur di provare a curarlo vendette le proprietà di famiglia.

Nel 1930 fu ricoverato nel sanatorio di Pietra Ligure e in questo periodo si affidò all’intercessione di Maria Ausiliatrice. Nel maggio 1931, a 17 anni, fu dimesso perché guarito completamente. Dopo l’esperienza della malattia, decise di aiutare gli infermi e diventare medico. Nel 1935, però, dopo la morte della mamma, scelse la strada del sacerdozio. Entrò in seminario a Casale e poi proseguì all’Almo Collegio Capranica a Roma. Fu ordinato sacerdote a San Giovanni in Laterano, il 17 dicembre 1938. Dal 1º maggio 1942, iniziò a lavorare presso la Segreteria della Santa Sede, dove rimase fino al 1970. Il 9 aprile 1943 si laureò in Diritto canonico e nel 1945 diventò avvocato della Sacra Romana Rota. Il 17 maggio 1943 fondò la Lega Sacerdotale Mariana per aiutare i preti infermi. Il 17 marzo 1947, dopo l’incontro con Elvira Myriam Psorulla, creò il Centro Volontari della Sofferenza, associazione con lo scopo di insegnare agli ammalati a pensare in modo nuovo se stessi e la malattia. Il CVS è presente da anni anche nella diocesi di Tortona accanto agli ammalati. Don Valentino Arpesella e Angela Fagioli ne furono i più attivi promotori. Nel 1949 avviò “Quarto d’ora della serenità”, il programma radiofonico in onda ancora oggi su Radio Vaticana, dedicato agli ammalati. Nel 1950 fondò i Silenziosi Operai della Croce, “uomini e donne, sacerdoti e laici impegnati a illuminare gli ammalati sul senso cristiano del dolore e a sostenerli attraverso opere assistenziali” e il mensile “L’Ancora”. Nel 1952 diede il via alla costruzione della Casa “Cuore Immacolato di Maria” a Re, in provincia del Verbano Cusio Ossola, inaugurata il 23 maggio 1960. Nel 1952, creò i “Fratelli e Sorelle degli ammalati”.

Nel 1962 Giovanni XXIII gli affidò l’assistenza religiosa negli ospedali italiani.

Dal 1970 al 1977 si occupò di pastorale sanitaria per la CEI. Poi si dedicò ad ampliare la sua opera fino a quando morì il 20 luglio 1984, a Rocca Priora, vicino Roma. La salma riposa nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, a Roma.

Daniela Catalano

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