Beata Osanna di Cattaro

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Beata Osanna di Cattaro

Il 27 aprile la Chiesa fa memoria della Beata Osanna, religiosa appartenente all’Ordine della Penitenza di San Domenico e beatificata da papa Pio XI il 27 aprile 1927.

Nacque il 25 novembre 1493 in una famiglia ortodossa nel villaggio di Kebeza, nella regione di Zeta, che corrispondeva all’attuale Montenegro e che fino al 1797 appartenne alla Repubblica di Venezia.

Fu battezzata con il nome di Katerina Kosić, essendo nata proprio il giorno di santa Caterina. A quattordici anni, nel 1507, dopo il decesso di suo padre, Caterina fece la pastorella, poi andò a Cattaro (l’attuale città di Kotor in lingua serba) a servizio nella ricca casa del consigliere e giudice Alessandro Bucchia e della moglie Marina. In questa famiglia cattolica lei ricevette i sacramenti e non seguì più gli ortodossi.

Durante questo periodo, Caterina dimostrò molta diligenza nelle sue attività e una grande sensibilità verso i poveri. Dopo sette anni di servizio, all’età di 21 anni, decise di consacrarsi nel Terzo Ordine di San Domenico. Il 25 gennaio del 1515, giorno della conversione di san Paolo, fece giuramento di modestia, pietà e fedeltà e cambiò il suo nome di battesimo in O-sanna, in omaggio alla famosa terziaria di Mantova. Si ritirò in una piccola cella prima presso la chiesa di San Paolo, retta dai Domenicani. Osanna era nota non solo per la sua generosità ma anche per i poteri miracolosi che le erano attribuiti.

Nel 1563 predisse il terremoto a Cattaro e in un’altra occasione con la sua preghiera riuscì a combattere la peste.

Uno degli eventi più clamorosi accadde l’11 agosto del 1539 quando Ariadeno Barbarossa, corsaro turco, assalì Cattaro con settanta galere e 30.000 marinai. Il vescovo chiese alla beata di convincere il popolo a difendere la città.

«L’incoraggiamento da parte da Osanna – si legge nelle fonti – era talmente efficace, che tutti, donne e bambini inclusi, era corsa alle armi». Il 16 agosto 1539 Barbarossa si ritirò dalle Bocche di Cattaro senza conquistare la città.

A ricordo dell’avvenimento fu costruita la Porta del Nord, sul fiume Skurda. Osanna morì il 27 aprile 1565, all’età di 72 anni, dopo averne trascorso 52 in rigida penitenza. Grazie a Pio XI che nel 1927 autorizzò il culto, la domenicana fu la prima donna dei paesi slavi del Sud che fu beatificata. Le sue spoglie, proprio quell’anno, furono collocate nella chiesa di Santa Maria e durante la traslazione si constatò che, 362 anni dopo il decesso, le mani erano ancora flessibili e le dita avevano le unghie intatte.

Daniela Catalano

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