Beata Elisabetta Canori

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La Chiesa il 5 febbraio ricorda la beata Elisabetta Canori, sposa, madre di famiglia e terziaria dell’Ordine della S.S. Trinità. Elisabetta nacque a Roma il 21 novembre 1774 in una famiglia agiata, ma a causa di alcuni problemi economici, fu affidata, insieme alla sorella Benedetta, alle Suore Agostiniane del monastero di S. Rita da Cascia. Il 10 gennaio 1796 sposò a Roma Cristoforo Mora, un giovane avvocato che pochi mesi dopo la tradì e cominciò a sottoporla a violenze di ogni genere, riducendo la famiglia sul lastrico. Nonostante tutto, Elisabetta non volle mai separarsi e continuò a sostenere e perdonare il marito, pregando per la sua conversione.

Nel 1799 nacque la figlia Marianna e nel 1801 Maria Lucina e la donna, per sostenere la famiglia, fu costretta a lavorare, ma riuscì sempre a dedicare ugualmente molto spazio alla preghiera, ai poveri e agli ammalati. Il 7 settembre 1803 ebbe il conforto di una prima visione: le apparve Maria Santissima, che «teneva nelle sue mani una bella e risplendente colomba», sotto le cui ali «vi erano impressi i chiodi che crocifissero il mio Signore. Questa nobilissima colomba tramandava dardi di fuoco». La freccia dell’amore divino, colpì il suo cuore «intimamente», donandole un crescendo di grazie che aiutarono Elisabetta ad affrontare ogni difficoltà. Dopo il primo evento mistico, ebbe il conforto di innumerevoli altre visioni di Maria, san Michele Arcangelo, san Giovanni Battista e altri santi e del suo angelo custode. Nel 1804 fu rapita in spirito e condotta al Cenacolo nel momento in cui Gesù donava il suo corpo agli apostoli. La gente si rivolgeva a lei per chiederle consiglio spirituale, conforto e preghiere e iniziò a chiamarla “la santa” per le sue straordinarie esperienze mistiche e taumaturgiche. Aderì all’Ordine dei Trinitari, come terziaria, e donò se stessa per la conversione del marito, per il Papa, la Chiesa e per Roma. Ricevette le piaghe di Cristo e le stigmate. L’8 dicembre 1814, 40 anni prima della sua solenne definizione, Elisabetta ebbe una visione in cui le fu rivelato lo splendore dell’Immacolata Concezione.

Raccontò la sua ascesi nel diario, scritto per obbedienza al confessore e pubblicato con il titolo «Nel cuore della Trinità».

Prima della morte predisse la conversione del marito.

Morì a Roma il 5 febbraio 1825. Cristoforo in seguito si convertì e divenne prima frate minore, poi sacerdote nell’Ordine dei Francescani.

Il 24 aprile 1994 fu beatificata da Giovanni Paolo II.

Daniela Catalano

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