Arcelor Mittal vuole chiudere l’Ilva

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A Novi Ligure ore di ansia per 681 dipendenti

NOVI LIGURE – Il gigante dell’acciaio, Arcelor Mittal, ha annunciato l’intenzione di rescindere l’accordo per acquisire l’ex Ilva stabilito il 31 ottobre e ha chiesto ai commissari straordinari di assumere la responsabilità delle attività e dei dipendenti entro 30 giorni.

Con una nota, la società ha riferito di aver inviato ai commissari straordinari “una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso” riguardo l’acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva e di alcune sue controllate. Oltre a Taranto, quindi rischiano la chiusura anche Genova, Novi Ligure e Racconigi. In pericolo ci sono circa 10 mila dipendenti diretti, 4 mila aziende dell’indotto e un valore calcolato in 24 miliardi di euro di Pil. A Novi Ligure sono 681 i dipendenti che attendono con ansia di sapere cosa riserva loro il prossimo futuro.

A motivare la scelta di Arcelor Mittal sarebbe il provvedimento governativo con cui, dal 3 novembre, “il Parlamento ha eliminato la protezione legale necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso”.

Lo “scudo penale” per gli eventuali reati commessi durante l’attuazione del piano ambientale fu introdotto nel 2015 dal governo Renzi e abolito nel giugno 2019 dal decreto Crescita del primo governo Conte. A fronte delle proteste di Arcelor Mittal e del mondo produttivo e sindacale, l’immunità penale è stata reintrodotta dal decreto Imprese di luglio, ma la norma non passa il vaglio della conversione nel Parlamento a maggioranza gialloverde.

Conte ha spiegato che l’articolo 51 del Codice penale – che stabilisce la non perseguibilità per chiunque adempia un dovere o un obbligo stabilito dalla legge – è sufficiente a garantire l’immunità dei vertici dell’azienda. L’amministratore delegato di Arcelor Mittal, Morselli, però, ha dichiarato che la società dovrà attuare un piano di “ordinata sospensione di tutte le attività produttive dello stabilimento di Taranto e poi di tutti gli altri reparti e aree operative”.

Il premier Conte ha convocato i vertici dell’azienda il Governo ha  “la ferma determinazione di proseguire la produzione dell’Ilva, di salvaguardare l’occupazione e di garantire la tutela dell’ambiente”.

L’incontro si è svolto nella giornata di mercoledì.

Daniela Catalano

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