Venerdì Santo: c’è la Colletta per la Terra Santa

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Venerdì 29 marzo torna l’appuntamento annuale con la “Colletta per la Terra Santa”, conosciuta anche come “Collecta pro Locis Sanctis”, nata dalla volontà della Chiesa di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i luoghi santi. Le offerte raccolte dalle parrocchie e dai vescovi nella giornata, che si svolge il Venerdì Santo, sono poi trasmesse dai Commissari di Terra Santa alla Custodia di Terra Santa e usate per i cristiani e per le strutture presenti nei luoghi legati al cristianesimo delle origini.

La Custodia grazie alla Colletta può sostenere la presenza cristiana attraverso tante attività di solidarietà. I territori che beneficiano degli aiuti sono: Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

La Colletta è una delle raccolte obbligatorie sostenute dalla Chiesa cattolica, insieme all’Obolo di San Pietro del 29 giugno e alla Giornata missionaria mondiale.

Lungo i secoli passati, i Papi non hanno solo rinnovato la loro fiducia ai francescani, riconfermandoli come legittimi custodi, ruolo che ricoprono dal 1342, ma li hanno anche incoraggiati in ogni aspetto della loro vita, a livello religioso ed economico, sociale e politico. Fu Paolo VI che, con l’esortazione apostolica Nobis in animo, datata 25 marzo 1974, diede una spinta decisiva a favore della Terra Santa.

Il tema scelto per il 2024 è ispirato da una frase della prima Lettera di san Paolo ai Corinzi: “Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme” (1 Corinzi 16,3).

Quest’anno la Giornata assume un significato ancora più importante e i frati di Terra Santa lanciano un accorato appello a tutti i cristiani.

«Dopo aver sperimentato più di due anni di incertezza a causa del Covid ed esserci illusi che fosse tornata la normalità, – affermano i francescani – improvvisamente il 7 ottobre scorso siamo stati colti di sorpresa dallo scoppio di una nuova guerra in Terra Santa, che, oltre a fare migliaia di morti, ha nuovamente bloccato il flusso dei pellegrini, costretto per lunghi periodi i nostri ragazzi a non andare a scuola e lasciato senza lavoro molti nostri cristiani della Terra Santa, specialmente a Betlemme e in Palestina, ma anche nella Città Vecchia di Gerusalemme e in Israele. In questa situazione sentiamo il bisogno della vicinanza e della solidarietà dei cristiani di tutto il mondo. Anzitutto attraverso la preghiera, perché siamo convinti che solo l’azione della grazia di Dio può cambiare i cuori e volgerli al dialogo, alla riconciliazione e alla pace. Poi chiediamo solidarietà e vicinanza attraverso l’organizzazione di un pellegrinaggio e, infine, anche attraverso la condivisione di risorse economiche».

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