Un pasto caldo in Valle Versa

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L’iniziativa solidale che dà una mano agli anziani soli, promossa da Mons Acutus Onlus e capace di coinvolgere 6 paesi

Anziani che spesso sono soli, con tanta vita alle spalle e un futuro che va riempito di nuovi incontri. Hanno occhi grandi, mani callose e un patrimonio di “cose” da raccontarti del loro paese, della guerra, delle colline e dell’uva. Ma… non sempre c’è qualcuno che li ascolta. Tanti, troppi devono sbarcare il lunario con una pensione da niente e allora, in questi casi, diventa anche complicato provvedere al pranzo o alla cena. Chi redige i sondaggi li annovera tra le “fasce sociali deboli”. Eppure non basta un’etichetta per risolvere la situazione. Ci vuole qualcuno che capisca il loro disagio; che se li prenda a cuore.

Gli anziani, come i bambini, sono di tutti.

Noi, in Fondazione Comunitaria, la pensiamo così. E così la pensa, da tempo, l’Organizzazione di Volontariato Mons Acutus ODV, costituita il 3 dicembre 2004 a Montù Beccaria, centro che sorge sulle prime colline della Valle Versa, in Oltrepò pavese.

«Le attività svolte dalla nostra associazione sono molteplici. – sottolinea il presidente, Ernesto Belcredi – Alcune sono di carattere prettamente assistenziale e conviviale, per offrire una migliore qualità di vita agli anziani. Con altre si interviene, con non poche difficoltà, nell’aiutare concretamente i nuclei familiari più disagiati. E qui ci confrontiamo con tutte le problematiche che sono legate alla povertà, una realtà concreta fatta di volti, sentimenti, disagi, aspettative».

Già, perché dietro l’etichetta ci sono persone, nostri concittadini, il vicino di casa, quei nonni che, magari, non vedono più i nipoti da prima della pandemia…

«Al di là dei dati statistici, – continua il presidente – la realtà è composta da una popolazione per il 40% formata da anziani che vivono oggi di una pensione inadeguata al caro vita, per il 15% da stranieri che si sono insediati sul territorio nella speranza di trovare un lavoro e che svolgono attività contadina, prevalentemente con contratto stagionale e, infine, da famiglie, con bambini dai 3 ai 15 anni, con un reddito pro capite bassissimo. Ecco la situazione con cui la Mons Acutus si confronta ogni giorno e, con l’approccio del buon padre di famiglia, cerca di adeguarsi alla crisi, prendendo in considerazione i carichi famigliari e l’età perché per ogni famiglia esiste una soglia di povertà che molto spesso non è allineata agli indicatori sociali».

È possibile sbarcare il lunario con un’entrata mensile di 500/600 euro? Ci sono famiglie, appunto, che non hanno ulteriori entrate. Se poi si pensa che gli altri contributi esterni, come quello del Banco Alimentare di Novi Ligure, che qui assicurava un supporto, sono sempre più scarsi, la situazione diventa insostenibile. Stiamo parlando di una zona che comprende almeno 4 paesi (oltre a Montù, anche Bosnasco, Zenevredo e San Damiano al Colle) in cui l’associazione aiuta 150 persone suddivise in una sessantina di nuclei famigliari. Impegno, carità e volontariato sono le caratteristiche che vengono messe in campo, come nel caso del progetto “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” che, grazie al finanziamento della Fondazione, ha permesso nel recente passato di tamponare alcune situazioni critiche con la distribuzione dei pacchi di alimenti.

Però la solidarietà non è mai abbastanza.

«Il nostro progetto “Un pasto caldo in Valle Versa” ha coinvolto per la prima volta tutti i Comuni della valle che hanno aderito a una iniziativa che potrebbe avere in futuro risvolti importanti su tutto il territorio. – dichiara Belcredi – Ai nostri quattro paesi si sono aggiunti Montecalvo Versiggia e Colli Verdi. Così, da gennaio a dicembre del 2021, in questi centri distribuiamo pasti caldi alle persone anziane che ne hanno bisogno, seguendo un calendario concordato con i Comuni. In alcuni giorni della settimana i nostri volontari salgono nelle varie località e portano il cibo cucinato dalla Cooperativa Sociale “Rosa dei venti Onlus” di Stradella».

Al termine del progetto saranno distribuiti in totale 2.800 pasti per una spessa complessiva di 14.560 euro dei quali 11.600 erogati dalla nostra Fondazione e la restante parte dalle Amministrazioni.

«Le difficoltà maggiori gli anziani le riscontrano nel periodo invernale – conclude il presidente – in quanto viene limitata la capacità di spostarsi e i costi, in particolare di riscaldamento e luce, sono superiori rispetto agli altri periodi dell’anno.

È nostra intenzione intervenire soprattutto in questo periodo, mettendo a disposizione gratuitamente la nostra disponibilità e tutto quanto occorre per aiutare le persone sole e bisognose».

Mons Acutus riceve le segnalazioni dei Comuni, prende contatto con gli anziani, organizza la distribuzione del cibo. In base al cronoprogramma saranno 600 i pasti che arriveranno alla gente di Montù Beccaria, 200 a Zenevredo, 700 a Bosnasco, 400 a San Damiano al Colle, 200 a Montecalvo Versiggia e 700 a Colli Verdi. Ma c’è di più. I volontari, quando incontrano le persone che aiutano, le ascoltano.

Ci sono, in più, una stretta di mano, una parola detta con sincerità, una battuta. C’è un po’ meno solitudine e spunta qualche sorriso. E dovreste vederli, allora, quegli occhi grandi e stanchi come tornano a balenare con un guizzo di nuova vita.

Il freddo dell’inverno – grazie a Mons Acutus e alla Fondazione Comunitaria – adesso è un po’ meno freddo.

Matteo Colombo

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