«Sulla croce si rivela la gloria di Dio»

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Catechesi Quaresimale, Messa per S. Giuseppe e Via Crucis in memoria dei Missionari martiri

TORTONA – La scorsa settimana è stata caratterizzata da tre appuntamenti tutti trasmessi in diretta streaming e seguiti da numerosi fedeli, uniti in comunione spirituale.

Mercoledì 17 marzo, in cattedrale, il vescovo ha tenuto la quarta Catechesi Quaresimale dedicata all’approfondimento del passo del vangelo di Giovanni (3,14-21), che la liturgia ha proposto nella quarta domenica di Quaresima.

Nel dialogo con Nicodemo, Gesù rovescia la prospettiva del suo interlocutore, convinto che nell’osservanza della legge si incontra l’amore di Dio. Gesù, invece, gli annuncia che lui è la pienezza della legge e che quando sarà innalzato sulla croce si manifesterà la vera gloria di Dio.

«Nel punto estremo della sua debolezza che è la morte in croce, risplende l’amore di Dio che salva il mondo».

Per attingere a questa fonte di salvezza si possono fare due cose: confessare il proprio peccato e innalzare lo sguardo verso il crocefisso che è la fonte dello Spirito.

Venerdì 19 marzo, alle ore 18, Mons. Viola ha presieduto la celebrazione solenne in onore di san Giuseppe, nell’anno a lui dedicato.

Nell’omelia il vescovo ha ricordato quali sono i tratti essenziali del santo delineati nella Lettera “Patris Corde”. Lui è «padre amato, padre nella tenerezza, nell’obbedienza, nell’accoglienza, padre dal coraggio creativo e lavoratore». «La sua paternità – ha detto Mons. Viola – ci accompagna, la sua protezione della Chiesa universale, che custodisce come ha fatto con il verbo fatto carne, ci fa sentire al sicuro». Alla sera di venerdì, alle ore 20.45, si è svolta la Via Crucis che è stata «un cammino con Cristo verso la sua morte facendo memoria dei Missionari martiri», in occasione della 29^ Giornata mondiale celebrata il 24 marzo. Come ha notato il vescovo, il momento di preghiera è «un modo per tenere viva nella mente e nel cuore la consapevolezza che tanti fratelli continuano a donare la vita sull’esempio di Cristo».

Nel 2020, nel mondo, sono stati 20 i missionari che hanno donato la vita e molti di più quelli che in situazioni difficili annunciano ogni giorno «l’unica parola che salva».

Daniela Catalano

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