Scrivere fa bene alla coppia

Visualizzazioni: 570

di Maria Pia e Gianni Mussini

Scrivere a quattro mani non significa fare metà fatica per ciascuno. Anzi.

Dall’inizio dell’anno Gianni e Maria Pia preparano la rubrichetta settimanale per il Popolo: la firmano insieme, la scrivono insieme. Ma cosa significa scrivere una pagina insieme?

Non è come il concerto per pianoforte a quattro mani, in cui ciascuno ha la sua parte da suonare… Certo, anche qui è delicata la fusione dei due artisti, che devono misurare tempi e sensibilità, tocco e orecchio: e se non vanno d’accordo sono guai.

Ma nello scrivere c’è qualcosa di diverso.

Non è possibile ovviamente dividersi a metà il componimento, io la prima e tu la seconda parte… Nemmeno si può fare una settimana per uno, se no non vale! E allora, come si fa? Cosa succede nel laboratorio familiare al momento di preparare il contributo settimanale che il direttore inflessibilmente ci chiede?

Le cose procedono press’a poco così. L’idea nasce da un fatto di cronaca familiare o pubblica.

Gli spunti sono tanti, anche piccoli eventi quotidiani che, spesso, ci dicono molto della vita nel suo insieme.

Se ne parla, se ne sceglie uno. E inizia a scrivere il primo/la prima che ha l’ispirazione giusta. Magari arriva fino alla fine, o butta giù l’avvio, o pensa all’ossatura del testo.

L’altro/a interviene.

E qui comincia il bello.

Gianni e Maria Pia, che hanno avuto a che fare, per le loro rispettive professioni, con l’attività dello scrivere, sono sempre stati abituati a rileggere i lavori l’uno dell’altro prima di licenziarli per l’esterno.

Rileggere è parola eufemistica e gentile: penetrare piuttosto, scrutare con l’attitudine del nemico, per non lasciare che sviste, errori, oscurità inquinino il testo. Lavoro di lima, ovviamente nell’amorosa ricerca reciproca del meglio. (In giro si dice che la perfezione non esiste, ma in realtà i due sposi, con le loro teste durissime, non ne sono tanto convinti…). Partendo da quanto l’uno o l’altra ha già scritto, i due si confrontano.

Il primo problema è di solito ridurre: lo spazio è sempre poco per quello che si vorrebbe dire, ma alla fine qualche taglio sapiente e spietato permette di raggiungere più facilmente il cuore del messaggio.

Ci sono anche discussioni, a volte accese, sul taglio da adottare: troppo soft?

Troppo generico o, al contrario, troppo specifico?

Magari un filo saccente?

Come li ha abituati la lunga consuetudine di coppia, con i giorni luminosi e quelli bui, con la buona e la cattiva sorte, Maria Pia e Gianni si confrontano, si scontrano, alla fine si avvicinano fino a trovare una convergenza che fa impallidire le famose convergenze parallele dei nostri politici di una volta!

Ma intanto la rubrica per il Popolo è pronta, e la coppia è maturata ancora un po’.

cantiamolavita@katamail.com

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *