Scendere nell’anima del personaggio (o persona)

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Pier Luigi Baldi ha scritto un romanzo che è un racconto psicologico e fa luce sulle dinamiche, spesso complesse, che hanno determinato, in gran parte, il corso di un’intera esistenza: quella di Francesca

È un “racconto psicologico” quello appena uscito, fresco di stampa, per i tipi di “Psiche Libri”, dal titolo Francesca(pagine 278, euro 22).

L’autore è Pier Luigi Baldi, noto ai nostri lettori, specialista in psicologia e psicoterapeuta, già professore ordinario di Psicologia Generale presso l’Università “Cattolica” di Milano, autore di numerosi lavori sulla disabilità intellettiva e sui processi cognitivi (tra le sue recenti pubblicazioni, L’Io Narcisoedito da “Unicopli” nel 2020 e la collaborazione per Psicologia Generalenel 2023).

Un “racconto psicologico” perché unisce narrazione e psicologia. Tra le righe del singolare romanzo emergono infatti contenuti e valutazioni che riguardano la sfera della psicologia, della psicoanalisi e della terapia. A

lcuni episodi significativi della vita di Francesca Ferraresi rappresentano il filo conduttore della trama che ha i tratti di una scrittura fluida, appassionata e avvolgente. “Nata in una famiglia della media borghesia – si legge nell’introduzione di Baldi – attorno agli anni Cinquanta del secolo scorso, Francesca sviluppa nel corso della sua infanzia una struttura personologica fragile, influenzata, quanto meno parzialmente, dallo stile educativo della madre, una donna ricca di afferenze affettive, ma anche ipocondriaca e iperprotettiva nei confronti della figlia. Il modello comportamentale materno è fortunatamente temperato dal padre e, soprattutto, dall’adorata nonna Lucia. La narrazione si sofferma sugli aspetti psicodinamici che sottendono il comportamento della protagonista e, in particolare, sulla ricaduta che eventi dolorosi, a partire dall’immatura morte del giovane fratello, hanno su di essi. Ne emerge una personalità sofferente, che, comunque e malgrado tutto, riesce a lottare e a imporsi sulle ansie che l’affliggono, e a realizzare le proprie aspirazioni”.

Un personaggio (o una persona?) che approda a una condizione di stabilità e serenità.

Alla vita di Francesca si intreccia stabilmente quella di Piera, sua coetanea e amica del cuore. Tra loro si svilupperà un rapporto d’amicizia, genuino e profondo, che acquisirà una diversa fisionomia in funzione del trascorrere del tempo: da un’iniziale dipendenza di Francesca, che in Piera ricerca spesso sicurezza e conforto, maturerà gradualmente una forte e inscindibile relazione di reciprocità affettiva. Le due donne non verranno allontanate neppure dalle differenti scelte in campo universitario e professionale: la laurea in Giurisprudenza e il giornalismo per Francesca, la laurea in Medicina e la specializzazione in Chirurgia generale per Piera.

Nello scorrere delle pagine emergono “visioni del mondo spesso discordanti, ma non inconciliabili: un’ottica sostanzialmente pessimistica di Francesca, parzialmente attenuata dalla fede, anch’essa sofferta e mai accettata acriticamente; un’accettazione della vita più serena e realistica da parte di Piera”.

La personalità di Francesca si comprende con chiarezza anche grazie ad alcune figure che ne segnano la vita: la nonna Lucia, donna mite che riesce a capire le ansie della nipote e a rassicurarla, il parroco don Gianni, che negli anni dell’adolescenza contribuisce a rasserenare la mente della giovane, offuscata da sensi di colpa, i genitori, il fratello Giorgio, il marito e le figlie.

“In sintesi – conclude l’autore – l’obiettivo del libro consiste nel tentativo di far luce sulle dinamiche, spesso complesse, che hanno determinato, in gran parte, il corso di un’intera esistenza”.

Nella sua postfazione, lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Carnevali, nel commentare Francesca, afferma che “l’autore si presenta come un puro intermediario tra Francesca e i lettori, dichiarando di essersi ‘limitato a trasferire su carta alcuni ricordi della sua vita’, ma è chiaro che non possiamo prendere alla lettera questa frase. La differenza fra un cronista e uno scrittore sta proprio in quel qualcosa di personale che lo scrittore mette nei suoi scritti, che è il frutto dell’essere stato attraversato da sentimenti ed emozioni che sono prima del personaggio, poi dell’autore e infine possono raggiungere efficacemente il lettore solo se sono assimilate e metabolizzate, e restituite in una complessità che caratterizza e arricchisce la buona letteratura.

Francesca è un racconto ricco e di piacevole lettura proprio perché è frutto di un percorso attraverso l’anima dell’autore oltre che dei personaggi, che anche se si fondano su persone della realtà sono comunque creature dell’autore. Pirandello docet”.

Pier Luigi Baldi
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