Santa Filippa Mareri

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La santa di questa settimana è la prima santa del secondo Ordine Francescano, quello delle Clarisse ed è la fondatrice del monastero di Borgo San Piero, nel Lazio. Santa Filippa Mareri, che la Chiesa ricorda il 16 febbraio, nacque tra il 1190 e il 1200 nella nobile famiglia dei Mareri, a Petrella Salto nel Cicolano, in provincia di Rieti. La sua famiglia, particolarmente devota, era la maggiore proprietaria terriera della regione, essendo il padre feudatario del castello di Mareri.

All’epoca, essendo il paese un passaggio obbligato sulla strada che da Assisi portava a Ro- ma, si narra che un giorno san Francesco d’Assisi fosse stato ricevuto dalla famiglia mentre predicava nella zona, e Filippa, colpita dalle sue parole, decise di dedicare la sua vita alla povertà e a unirsi alle sofferenze di Cristo.

Dopo la morte dei suoi genitori, il fratello maggiore Tommaso cercò di trovare a sua sorella un marito. Filippa, però, restò irremovibile nel suo intento e a nulla servirono le minacce del fratello. Per evitare il matrimonio, si tagliò i capelli, indossò gli abiti più modesti e si nascose in un angolo della casa. Respinse un pretendente dicendo che il suo sposo era il Signore Gesù Cristo e di fronte alle minacce, come santa Chiara, fuggì da casa con alcune compagne e si rifugiò in una grotta, detta poi di Santa Filippa. Nel 1228, colpito dal suo stile di vita austero, di penitenza e di unione con Dio, Tommaso la perdonò. Lui e gli altri fratelli andarono a trovarla e decisero di aiutarla donandole il castello di loro proprietà con annessa la chiesa, nella frazione di Borgo San Pietro.

Filippa vi si trasferì con le sue seguaci e iniziò la vita claustrale secondo il programma tracciato da san Francesco per le Clarisse di San Damiano.

All’interno del monastero erano intensi l’attività spirituale, il lavoro, il servizio dei poveri e l’apostolato. La santa s’immergeva per ore nella preghiera e nella mortificazione e amava la povertà. Le notizie su lei sono scarne e tramandate dalla Legenda tratta dall’ufficio liturgico in suo onore, che presenta nove letture prese da una Vita probabilmente scritta alcuni anni dopo la sua morte. Si narra che San Francesco nominò come direttore spirituale del convento il suo discepolo Ruggero da Todi, poi Beato, e Filippa divenne badessa.

Si ammalò gravemente ancora giovane, ma prima di morire esortò le consorelle a rimanere unite nell’amore fraterno. Le fonti fissano la sua morte al 16 febbraio 1236. La tomba divenne meta di pellegrinaggi.

Il titolo di santa per lei compare in una bolla Innocenzo IV nel 1247, 11 anni dopo la sua morte e Benedetto XVI lo ha confermato nel 2007.

Daniela Catalano

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