San Gabriele Dufresse

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Il santo di questa settimana è il francese Jean-Gabriel-Taurin Dufresse (Gabriele Dufresse), sacerdote membro della Società per le Missioni Estere, ricordato nel Martirologio romano il 14 settembre. Fa parte del gruppo di martiri cinesi canonizzati da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000, tra cui c’era anche il “nostro” san Versiglia.

Nacque l’8 dicembre 1750 a Lezoux, nella diocesi di Clermont. Dopo gli studi in seminario, quando era diacono, entrò nella società delle Missioni Estere di Parigi, dove fu ordinato nel dicembre 1774 a 24 anni. Il 4 dicembre 1775 s’imbarcò per la Cina. Dopo aver imparato a sufficienza la lingua cinese, fu inviato dal vicario apostolico della zona nel nord del Paese. Battezzava, accoglieva i nuovi catecumeni, ascoltava migliaia di confessioni e visitava numerose comunità. Nel 1784, l’imperatore cinese scatenò una persecuzione contro i cristiani. Il santo fu arrestato, ma riuscì a evadere e si nascose e ricevette un messaggio del vescovo, che lo invitava ad allontanarsi dal luogo di missione per non causare problemi. Obbedì e si trasferì a Chengdu. Tutti i tentativi dei superiori per cercare di attenuare le persecuzioni cristiane, fallirono e lui fu arrestato e trasferito a Pechino insieme al vescovo e ad altri due missionari. Passarono sei mesi in carcere e dopo numerosi e dolorosi interrogatori, furono rilasciati il 9 novembre 1785, con il divieto di tornare nel Sichuan. Durante la prigionia, uno dei guardiani del santo si convertì, sconvolto dalla sua fede e dalla sua sopportazione. Liberato, Dufresse chiese di essere trasferito a Macao. Il 14 gennaio 1789, rientrò nel Sichuan, dopo un viaggio molto difficile, e assunse la responsabilità del distretto di Tchon-King. Si mise subito a lavorare, costruendo la chiesa, visitando i suoi parrocchiani dispersi e amministrando i sacramenti.

Nel 1793 fu nominato provicario apostolico e nel 1800 coadiutore del vescovo. L’anno dopo, nel 1801, gli succedette come vicario apostolico della regione del Sichuan, che all’epoca contava 19 sacerdoti e gestiva un seminario e delle scuole. Convocò un importante sinodo, le cui decisioni furono prese ad esempio per le altre missioni in Cina e adottate dalla Congregazione di Propaganda Fide. La sua evangelizzazione proseguì fino al 1805, quando ripresero le persecuzioni e lui divenne un fuggiasco. Arrestato il 18 maggio 1815, dopo pochi mesi, il 14 settembre dello stesso anno, fu decapitato. Le sue spoglie riposano nella chiesa del seminario delle Missioni Estere a Parigi.

Daniela Catalano

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