Prova costume: che ansia!

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Di Silvia Malaspina

Cara la mia prova costume, mi rivolgo a te come entità, ma sono consapevole che non sia una monade: attorno a te ruotano nutrizionisti, personal trainer, psicologi, tanto che sembri creata appositamente per generare ansia e disagio nelle persone, specie di sesso femminile. Ho sempre faticato a capire l’accanimento a migliorare il fisico che scatta quando le temperature si addolciscono e vengono abbandonati gli abiti invernali: pare che, all’improvviso, tutti si ricordino di possedere un corpo e di avere il dovere di prendersene cura, in primis per motivi di salute, mentre la spinta sembra essere esclusivamente di matrice estetica, per non sfigurare durante la stagione balneare. Mi risulta difficile pensare che sulle spiagge si passi il tempo a commentare l’aspetto dei bagnanti, trovo molto più rilassante assaporare il sole, il mare o un bel libro sotto all’ombrellone. Ma anche quest’anno, puntuali come la morte e le tasse, ecco i suggerimenti non richiesti su come arrivare in piena forma all’estate: “Ansia da estate? Ecco come prepararsi alla prova costume”, “Le 3 regole d’oro per prepararsi alla prova costume”, “Ansia da prova costume: ne soffre quasi metà degli italiani”. Questi sono un misero assaggio dei numerosissimi titoli in materia che possiamo trovare nei magazine cartacei o online, senza contare i servizi televisivi nei quali gli esperti ci propinano vere perle di saggezza, tipo il celeberrimo “bere almeno 1,5 litri di acqua, mangiare molta frutta e verdura” che è ormai un classico che sta bene su tutto, si tratti di buttare giù qualche chiletto, di affrontare la canicola di agosto o di prevenire influenze e raffreddori invernali. È pur vero, cara prova costume, che, con l’arrivo della bella stagione, l’incremento delle ore di luce e, auspichiamo, delle temperature, tutti noi diventiamo come Phil la marmotta e usciamo dal letargo; è naturale che desideriamo sentirci più leggeri e avvertiamo il desiderio di rinnovarci, ma perché ricondurre tutto questo a un mero fatto estetico? Perché non sottolineare le sensazioni benefiche che il nostro corpo avverte se ci nutriamo con cibi freschi, poco elaborati e di qualità o se passeggiamo nella natura, ascoltando il cinguettio degli uccelli e godendo delle mille sfumature cromatiche che questo periodo dell’anno ci regala? Sono convinta che, se mettessimo l’accento sulle endorfine procurate dal muoversi nella bellezza, piuttosto che su quante calorie lo smartwatch comunica che abbiamo consumato in un’ora di camminata a passo sostenuto, otterremmo risultati migliori ed elimineremmo l’ansia della cara prova costume.

silviamalaspina@libero.it

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