Piove: apriamo l’ombrello

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di Patrizia Ferrando

Attesa, invocata, sperata forse più che mai, con l’autunno è ricomparsa: ma, argomenti ambientali a parte, non manca chi detesta la pioggia. Come se non bastasse o in conseguenza nel classico circolo vizioso, una giornata umida e piovosa mette a dura prova il bon ton. Con il nervosismo circolante, infatti, spesso ci si dimentica delle buone maniere. Alcune regole, più che indispensabili alla forma, possono essere d’aiuto per non sentirsi ancor più grigi nelle giornate bagnate.

D’accordo che è meglio guardare dove si mettono i piedi per non finire in una pozzanghera e per evitare poco simpatiche scivolate, ma se l’ombrello è aperto guardiamo sempre davanti a noi. Le stecche negli occhi dei passanti potrebbero rendere problematica una giornata già iniziata male, per cui attenzione. Attenzione da usare anche nell’altezza a cui s’impugna lo stesso ombrello al momento di aprirlo, tanto più che si rischia di farsi male pure da soli.

Camminando, occorre abbassare o alzare l’ombrello quando incrociamo altre persone per evitare spiacevoli scontri.

Per strada hanno la precedenza le donne, gli anziani e le persone a cui vogliamo mostrare riguardo, per motivi semplici come l’essere carichi di pacchi. Lo stesso vale per la posizione di un ombrello. Far passare con garbo, se non con cordialità, combatte le nuvole dell’umore.

L’uomo accompagna una donna senza ombrello, sempre se lei gli abbia dato il consenso. Ma anche viceversa: quale donna (o quale uomo) rinuncerebbe a un passaggio? Nemmeno i signori si abbandonano sotto il diluvio.

Ça va sans dire, l’uomo regge l’ombrello alla donna, mai il contrario. Tra amiche, conviene regolarsi con un criterio di altezza e comodità. La donna si posiziona sempre a sinistra rispetto a una persona che regge l’ombrello e non cambia lato se si cambia marciapiede. Chiudere l’ombrello richiede grazia e decisione, senza spruzzare d’acqua cose e persone che stanno vicino.

Non si deve appoggiare l’ombrello dove capita. Nei negozi va sempre riposto nel portaombrelli evitando di portarlo in giro con il rischio di formare laghi.

In autobus l’ombrello va tenuto accanto evitando che goccioli sulle scarpe dei vicini. Spostandosi all’interno del mezzo, cautela va orientata a non farlo impigliare negli abiti o negli ombrelli altrui.

Se qualcuno, sciaguratamente, provoca schizzi col fango, sia a piedi sia in auto, inutile e deleterio abbandonarsi a strilli o addirittura a scenate scurrili. Tra l’altro l’automobilista maleducato sarà già lontano e non sentirà nemmeno. Se invece accade di bagnare e sporcare gli altri, scatti immediato scusarsi e cercare di capire il disagio arrecato.

patrizia.marta.ferrando@gmail.com

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