Luci verdi sul Bambino

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La scelta di Volpedo per ricordare i profughi e gli ultimi

TORTONA – La comunità di Volpedo si prepara a celebrare il Natale all’insegna della tradizione: la sera della vigilia è in programma, alle 21, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la Messa solenne celebrata da don Fulvio Sironi.

All’ingresso e all’uscita la musica delle Quattro Province, eseguita da Andrea Ferraresi al piffero e da Andrea Capezzuoli alla musa (la cornamusa dell’Appennino, costruita dal suonatore in alta val Curone) scalderà l’atmosfera.

A seguire, sarà possibile spostarsi nel portico del municipio per i consueti auguri con cioccolata e vin brulé. Novità di quest’appuntamento natalizio è il presepio, con la nuova capanna realizzata dall’artigiano volpedese Mario Berillio. A colpire i visitatori sarà poi l’allestimento. Le luci del presepe, infatti, sono tutte verdi: «Sono un simbolo di accoglienza – spiega il sindaco Elisa Giardini – e sono ispirate dall’idea di un sacerdote romano che ha ripreso nel suo presepe il colore esposto alle finestre da molti padroni di casa polacchi al confine con la Bielorussia, i quali segnalano ai profughi la disponibilità a offrire loro qualche genere di conforto, a dispetto del- l’ostilità dei governi. Ringrazio il consigliere Claudio Gnoli (con delega alla Cultura e Identità del territorio) per aver suggerito questa proposta che predispone gli animi alla solidarietà». Una delle statui-ne è di spalle alla capanna, nel se-gno di una tradizione tramandata dalla famiglia volpedese Bruni: si tratta di Gelindo che, come nella famosa commedia popolare, vuole adorare il Bambino ma è sempre intento a tornare indietro – famosa l’espressione «Gelindo ritorna» – perché richiamato da varie disavventure casalinghe.

Alessandra Dellacà

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