Il Papa, dimesso dall’ospedale, ha celebrato le Palme

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Francesco pronto a dare inizio ai riti della Settimana Santa: «Oggi ci sono tanti “cristi abbandonati” invisibili, nascosti, che sono scartati coi guanti bianchi»

Papa Francesco, dopo la degenza ospedaliera di tre giorni per una bronchite, che ha destato preoccupazione in tutto il mondo, sabato 1° aprile è stato dimesso dal Policlinico “Gemelli” ed è rientrato nel suo appartamento a Santa Marta, pronto a dare inizio ai riti della Settimana Santa, con la celebrazione della Messa delle Palme. Nel pomeriggio del 31 marzo si è recato in visita ai bambini ricoverati nel reparto di Oncologia pediatrica, portando loro dei rosari, delle uova di cioccolato e copie del libro Nacque Gesù a Betlemme di Giudea. «Nel corso della visita, durata circa mezz’ora – ha reso noto il portavoce vaticano – il Papa ha impartito il sacramento del battesimo a un bambino, di nome Miguel Angel, di poche settimane. Al termine ha fatto ritorno al proprio reparto». Prima di lasciare la struttura ospedaliera, ha salutato il rettore dell’Università “Cattolica”, Franco Anelli, con i suoi collaboratori, l’assistente ecclesiastico generale dell’Università, mons. Claudio Giuliodori e l’equipe di medici e operatori sanitari che lo ha curato.

Domenica 2 aprile ad accogliere il Pontefice in piazza San Pietro c’erano circa 60 mila fedeli che lo hanno “abbracciato” e gli hanno fatto sentire l’affetto di tutta la Chiesa. Bergoglio ha benedetto i rami di ulivo prima della lettura del Vangelo di Matteo che descrive l’episodio dell’ingresso di Cristo a Gerusalemme. Poi, a bordo della papamobile, ha seguito i concelebranti saliti in processione verso il sagrato della basilica. All’altare ha presieduto il cardinale Leonardo Sandri, vice decano del Collegio Cardinalizio. Nell’omelia il Papa ha ricordato come Gesù, prima di morire, ha gridato: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. «Ecco la sofferenza più lacerante, – ha detto – è la sofferenza dello spirito: nell’ora più tragica Gesù prova l’abbandono da parte di Dio. Il Signore arriva a soffrire per amore nostro. Non è facile capire questo». Gesù che ha caricato tutto il male del mondo sulla sua croce e alla fine «ha provato – ha affermato il Papa – la situazione a Lui più estranea: la lontananza di Dio». Sulla croce Gesù “continua ad amare i suoi”, perdona chi lo ha crocifisso. «L’abisso di tanti nostri mali è immerso in un amore più grande, così che ogni nostra separazione si trasforma in comunione». In Gesù abbandonato si manifesta l’amore di Dio, un amore che può «trasformare i nostri cuori di pietra spingendoli a cercarlo e ad amarlo» in tutti gli abbandonati in cui Lui stesso è presente. E Francesco ha ripreso, a braccio, la vicenda di un uomo senza fissa dimora, che qualche mese fa è morto solo sotto il Colonnato di San Pietro.

«Oggi ci sono tanti “cristi abbandonati” invisibili, nascosti, che sono scartati coi guanti bianchi: bambini non nati, anziani lasciati soli, – ha dichiarato – ammalati non visitati, disabili ignorati, giovani che sentono un grande vuoto dentro senza che alcuno ascolti davvero il loro grido di dolore. E non trovano un’altra strada che il suicidio. Gli abbandonati di oggi, i cristi di oggi».

Dall’abbandono di Gesù deriva la richiesta, quella di non lasciare solo nessuno, di non escludere nessuno perché i rifiutati e i soli sono “icone viventi” di Lui.

All’Angelus ha ringraziato per le preghiere e la vicinanza nei giorni del ricovero e poi è tornato a parlare della pace in Ucraina e ha raccomandato di vivere la Settimana Santa imparando dalla Vergine Maria che “ha seguito il suo Figlio con la vicinanza del cuore, era un’anima sola con Lui”. Al termine della preghiera dell’Angelus il Santo Padre è tornato con il pensiero al martoriato popolo ucraino e ha rivolto una benedizione speciale alla Carovana di Pace “Stop The War Now”, partita dall’Italia in soccorso della popolazione colpita dalla guerra.

(Foto: Vatican/Media Sir)

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