Il Museo dei Campionissimi compie 20 anni

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Lo spazio novese, tempio nostrano del ciclismo, ha ospitato numerose manifestazioni. E presto, come racconta la direttrice Chiara Vignola, «saranno eliminate tutte le barriere per offrire la migliore esperienza possibile al pubblico disabile»

Sembrano passati in un lampo i primi vent’anni di vita del Museo dei Campionissimi di Novi Ligure. Una struttura che ha ospitato tanti eventi, mostre, presentazioni, corse e che non si vuole di certo fermare. Un’avventura iniziata in ritardo di qualche giorno, rispetto ai tempi previsti.

L’11 aprile 2003 infatti, vigilia dell’inaugurazione ufficiale, la città fu colpita da un terremoto che costrinse l’Amministrazione comunale, all’epoca guidata da Mario Lovelli, a rinviare il taglio del nastro a fine mese, con una cerimonia in tono minore, nonostante l’edificio non subì fortunatamente alcun danno.

Allora come oggi, a dirigere il ciclomuseo c’era Chiara Vignola.

«Ci sono stati grandi cambiamenti nell’approccio alla visita. Vent’anni fa potevamo ragionare su persone che avevano davvero vissuto gli anni di Coppi, mentre ora dobbiamo parlare a generazioni che fanno fatica ad averne memoria. – racconta – Nel tempo abbiamo mantenuto una media di 2 mostre all’anno per un totale che supera le 45 esposizioni. Le tematiche sono state varie: arte moderna, antica e contemporanea oltre che altre tematiche sul ciclismo e sulla storia della città. Ospitiamo pure la collezione civica di dipinti, manufatti e sculture restaurati provenienti dall’oratorio della Santissima Trinità».

Il 10 maggio 2004, a poco più di un anno dal vernissage, un fiume di appassionati riempì ogni angolo di viale dei Campionissimi per assistere alla partenza della seconda tappa del Giro d’Italia, fissata di fronte alla struttura e vinta poi da Damiano Cunego, futuro trionfatore della rassegna.

In quell’occasione, Felice Gimondi donò la sua maglia di campione del mondo e anche una bici e una maglia rosa di Marco Pantani.

«È un momento che ricordo con particolare emozione, perché Pantani morì poche settimane prima. – aggiunge Vignola – Ricordo bene anche l’arrivo di tappa del 2010 in viale della Rimembranza per i 50 anni dalla morte di Coppi. Quando c’è il Giro le emozioni sono tante. Le famiglie sia di Coppi sia di Girardengo ci sono sempre state vicine ed è come se qui si sentissero a casa loro».

Pochi giorni prima dell’inaugurazione, l’Amministrazione comunale donò a Carlo Azeglio Ciampi, allora presidente della Repubblica e ospite della Prefettura di Alessandria prima di visitare il sacrario della Benedicta, e alla moglie, due biciclette griffate Museo dei Campionissimi in presenza delle famiglie Coppi e Girardengo.

L’inaugurazione della struttura nel 2003 rappresentò anche una rivoluzione dal punto di vista viabile e urbanistico, con l’apertura di un’area delimitata da un muro che ne impediva l’accesso. Pochi mesi prima, a dicembre 2002, fu aperto lì accanto il Centro fieristico “Dolci Terre di Novi” e negli anni seguenti venne recuperato tutto il resto della zona con la costruzione delle abitazioni e la realizzazione dell’ipermercato Bennet. Il teatro ex Italsider, ora “Giacometti”, divenne poi di proprietà del Comune.

Per celebrare il quinto di secolo, Novi ospiterà il 17 maggio una tappa del “Giro-E”, al quale partecipano atleti in sella a biciclette dotate di pedalata assistita.

Intanto, la direzione guarda al futuro grazie ai bandi del Pnrr. «Abbiamo richiesto e ottenuto l’intera somma prevista pari a circa 233 mila euro. – conclude Vignola – È una cifra importante, grazie alla quale rinnoveremo tutta la nostra attrezzatura tecnologica e digitale ma non solo. Saranno eliminate le barriere fisiche, cognitive e sensoriali per offrire la migliore esperienza possibile sia al pubblico disabile sia ai visitatori colpiti da dislessia, disgrafia e iperattività. Si parla di numeri davvero alti, dei quali sono rimasta io stesso sorpresa».

Le persone affette da disabilità visiva potranno scoprire il percorso museale attraverso la consultazione di una mappa sensoriale e tattile delle dimensioni di 200 x 100 centimetri e dall’altezza di 1 metro. Una cifra importante che si aggiunge a quella già investita per l’apertura dello spazio connettività a fine 2022: un’area situata a piano terra, completamente cablata con Wi-Fi e dotata di un videoproiettore, schermi, tavoli e sedie in cui svolgere laboratori, lavorare e studiare.

Luca Lovelli

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