Il MiniFAL da 10 anni volto della carità locale

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Il 9 settembre il compleanno della Onlus tortonese, una “grande famiglia” che accoglie ragazzi con disabilità. Sono intervenuti il vescovo e il sindaco

Sabato 9 settembre è stata una giornata di grande commozione per un’occasione davvero speciale: la festa per i “primi” 10 anni del “MiniFAL” di Tortona, l’Onlus “Amici della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri”.

L’evento si è svolto presso il cortile dell’Annunziata e ha visto la partecipazione del sindaco Federico Chiodi, del vescovo Mons. Guido Marini, del Capitano dei Carabinieri di Tortona Domenico Lavigna, del presidente della Fondazione CRTortona Pierluigi Rognoni e di tanti altri. Ma c’erano soprattutto loro, i ragazzi e le ragazze del “MiniFAL”, con le famiglie e con tanti amici venuti a condividere la gioia, resa ancor più tangibile dall’esibizione di Donatello e dei TdK80.

«Il “MiniFAL” – ha detto il vescovo Guido – è una espressione di carità, che da dieci anni sul territorio mostra e rende presente il volto di Dio, perché Dio è amore, e introduce nel nostro vivere insieme la civiltà veramente umana che è la civiltà dell’amore». Citando infine il proverbio cinese “L’amore è come la luna: se non cresce cala”, Mons. Marini ha augurato al “MiniFAL” un futuro in cui la testimonianza di amore sia in continua crescita.

A margine della ricorrenza del decennale, la psicologa del “Mini- FAL” Mara Pavanel ha condiviso questa riflessione: «Ci conoscete ancora in pochi. Eppure, siamo qui già da dieci anni. Siamo cresciuti piano piano, conquistando un nostro spazio, sia fisico sia operativo. Abbiamo cominciato in piccolo: siamo partiti dall’angolo di un magazzino, con pochi utenti, giovani e adulti diversamente abili. Ma avevamo già molto: la voglia di stare insieme dei ragazzi, il sostegno dei volontari, la passione degli operatori e l’affetto delle famiglie. Si dice “partire da zero” ma, come vedete, nel nostro caso non è stato così. Avevamo un capitale affettivo importante da investire e su quello abbiamo costruito la nostra storia. Ci sono stati momenti difficili: traslochi, cambiamenti organizzativi, intoppi burocratici ma non abbiamo mai smesso di crederci e, quest’anno, festeggiamo 10 anni di attività.

Il “MiniFAL” è, così, diventato quella che ci piace definire come “una seconda casa” per i nostri ragazzi: un luogo protetto, che è loro e per loro, in cui passare del tempo insieme, a chiacchierare, vincere la noia e la solitudine, stringere amicizie e fare esperienza. Le famiglie possono contare su uno spazio e un tempo dedicati ai loro figli, in cui questi ultimi si sentano accolti e voluti bene.

Tutto questo è il “MiniFAL”: “un’isola felice” come ci hanno definito, una scommessa vinta per questi ragazzi e le loro famiglie e per Tortona, che può contare su un servizio del territorio, per il territorio. Questa conquista vogliamo festeggiarla insieme a tutti, sia a chi già ci conosce da tempo, come i numerosi, preziosi volontari che, con il loro patrimonio di umanità, rendono possibile ogni giorno l’impegno e il lavoro degli operatori; sia a chi ancora non ci conosce, e non ha ancora fatto esperienza del calore che il “MiniFAL” è in grado di trasmettere. La nostra è una grande famiglia, in cui diamo particolare importanza ai rapporti umani, nella convinzione che le relazioni personali siano un capitale prezioso, al di là delle competenze o delle esperienze: al “MiniFAL” non conta cosa sai fare, conta la voglia di stare insieme, aiutarsi e contribuire, ognuno con le sue capacità e unicità.

L’esperienza del Covid ce lo ha insegnato bene: quella circostanza, che avrebbe potuto distruggere una piccola realtà come la nostra, ci ha dimostrato, una volta di più, come gli affetti e il tempo passato insieme fossero una risorsa fondamentale per il benessere di tutti e ci ha spinto a impegnarci ancora di più nel coltivarli. Abbiamo avuto la fortuna, negli anni, di conoscere molta gente speciale e di farci molti amici, ma ci piace incontrare sempre nuova gente, sia volontari sia utenti. Vi assicuro che ne vale la pena!».

Marco Rezzani

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