I doveri degli invitati

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di Patrizia Ferrando

In un breve interludio sui “doveri” degli invitati a nozze, tralasciando i già discussi consigli su abbigliamento e regali, potremmo pensare a cerimonie dove alcuni non si sono comportati al meglio… e non imitarli.

La puntualità è fondamentale, dal momento che è vietato entrare in chiesa dopo la sposa; il galateo contemporaneo prevede che gli invitati aspettino l’arrivo della sposa in chiesa avendo preso posto sui banchi. I parenti della sposa dovranno sedere a sinistra mentre quelli dello sposo a destra. Questo ordine permetterà, anche all’uscita, di non creare confusione sul sagrato. Inoltre, nessuno dovrebbe mai fermare, salutare o baciare la sposa prima che arrivi all’altare, per non sgualcire il velo o sciuparle il trucco e per non intralciare il lavoro dei fotografi; ma soprattutto per non rovinare la solennità dell’ingresso della futura moglie che avanza verso il suo sposo.

Se qualcosa non vi piace o il menu del pranzo non risulta di vostro gradimento, abbozzate: di sicuro non lamentatevi con la coppia o con le famiglie. Ovviamente, una goliardata in meno è sempre meglio di uno scherzo grossolano in più.

Per quanto possa apparire una raccomandazione superflua, occorre ricordarsi di non rubare spazio e priorità agli sposi, ai protagonisti della giornata: a volte anche gli slanci affettuosi e l’entusiasmo inducono a evitabili invadenze. La buona notizia sta nella facilità con cui si trova il senso della misura: basta fermarsi a pensare quanto qualsiasi iniziativa, dallo scattare foto al declamare odi scritte di vostro pugno, aggiungerà all’esperienza degli sposi (e sottolineiamo alla loro, non alla vostra), e regolarsi di conseguenza.

E, a proposito di eccessi da accentratori, v’inviterei a non seguire consuetudini recenti – spero tanto che non siano ancora abitudini – riguardo alle “richieste di matrimonio al matrimonio”. In pratica, accade che qualche fidanzato chieda in dono il bouquet nuziale per inginocchiarsi al cospetto della dama amata per domandarne la mano. Non fatelo.

Ragioni in merito potrei addurne molte, ma mi limito a due. Non mettetevi al centro della scena, poco importa se i due novelli sposi sono cari amici o parenti stretti, che si sentirebbero in obbligo di assecondarvi, mentre l’intero gruppo degli ospiti si ritroverebbe ad applaudire con sensazioni al limite del surreale. Inoltre, anche se viviamo nel tempo della sovraesposizione via social e della ricerca di spettacolarizzazione quasi come mezzo per avvalorare i propri gesti, riflettete su quanto può essere più dolce ed emozionante una domanda di matrimonio senza pubblico, e senza voli di palloncini o diavolerie varie, in cui da ricordare ci siano solo i sentimenti.

patrizia.marta.ferrando@gmail.com

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