I depositi radioattivi nell’alessandrino

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Dibattito con il geologo Bosetti sulla pericolosa presenza

NOVI LIGURE – Oggi il tema dell’energia nucleare sta tornando attuale nel dibattito pubblico italiano come anche l’annosa questione della gestione dei rifiuti radioattivi. Da anni si cerca faticosamente di individuare un sito per realizzare un Deposito Nazionale (il cui iter è al momento fermo al Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica), e intanto scorie di varia tipologia, origine e pericolosità sono stoccate in impianti temporanei in giro per l’Italia. L’ISIN (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione) ha recentemente aggiornato due significativi dati a riguardo. Il primo indica il volume totale dei rifiuti, che ammonta a più di 31.100 metri cubi, distribuiti in otto regioni. Il secondo, più importante, è quello relativo alla radioattività prodotta da rifiuti e combustibile nucleare esausto, che corrisponde in totale a oltre 35,3 milioni di GBq (Gigabecquerel), di cui il 76% si trova in Piemonte. Questi numeri sono in calo rispetto a quelli degli anni precedenti non per la minore produzione di rifiuti “civili” (medici e industriali), ma per le attività di trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi che hanno comportato una riduzione del volume. Gli stessi numeri hanno però messo in allarme e in grande apprensione i cittadini dell’alessandrino. I sindaci locali, particolarmente preoccupati dalle aree individuate da Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari), come potenzialmente idonee per il deposito unico delle scorie nucleari, si sono subito mobilitati. Pertanto si sono organizzati numerosi incontri nelle città in un momento in cui la voce della comunità locale ha cominciato ad assumere un ruolo sempre più fondamentale nel dibattito su questo tema di vitale importanza per il futuro della provincia di Alessandria, per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica in Italia. Martedì 19 marzo, nella sala conferenze della Biblioteca Civica novese, per la prima volta a Novi, si è tenuto uno di questi appuntamenti informativi nel quale il sindaco, Rocchino Muliere, e l’assessore all’Ambiente, Gianfilippo Casanova, hanno fornito un inquadramento generale della questione, con riferimenti specifici alla realtà novese. L’intervento tecnico è stato affidato a Giovanni Marco Bosetti, geologo che per il Comune di Novi ha prodotto uno studio con precise osservazioni e contestazioni tecniche all’ipotesi di collocare il deposito sul nostro territorio. In particolare la principale criticità riguarda il rischio idraulico e la possibilità che in caso di pioggia il deposito possa interferire con la falda acquifera.

Vittorio Daghino

(Foto: Dino Ferretti)

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