Fuori di te trovi la luce

Visualizzazioni: 526

di Maria Pia e Gianni Mussini

Il rosario funebre di una cugina di Gianni, consumata da decenni di un’inguaribile malattia degenerativa, addolcita solo dall’amore tenace del marito. Mariuccia era una bellissima ragazza, la più bella della città, ma il suo Dino l’ha vista ancora più bella da quando i suoi lineamenti – nonostante le cure sofisticatissime – hanno iniziato a disfarsi e contorcersi, sempre di più. Ecco un magnifico spot, se ci concedete questo termine, per il matrimonio: il sacramento (che uno ci creda o meno) capace di rendere eterno l’istante. Proprio come quella magnifica fotografia che si vede nel ricordo funebre di Mariuccia… Dice il poeta che “piaga per allentar d’arco non sana”, la ferita non si rimargina una volta che la freccia ha colpito il bersaglio.

La chiesetta ci accoglie con un prete come si deve (sorprendiamo sotto i paramenti i sandali calzati a piedi nudi, anche se non è un frate: il mezzo è il messaggio). Poche parole intonate, le sue, e poi i grani delle Avemarie che scorrono. E tutti sillabano compunti la preghiera che si impara sin da piccoli e che non va più via.

Insomma, una funzione intensa e pudica. Cristiana.

Gianni ritrova, oltre ai parenti, amici che non vedeva da tempo immemore. Ovviamente invecchiati, ma il filo si riannoda come nulla fosse.

Ed è bello rivedere questa grande famiglia, arricchita proprio da chi – gli amici – ne fa parte non per diritto di nascita ma per elezione. Ecco una grande grazia, e una grande risorsa contro la solitudine, il vero male del secolo. Forse anche per questo la Chiesa difende così strenuamente la famiglia e invita pressantemente a “farsi prossimo”.

Abbiamo sperimentato qualcosa di simile anche con i nostri parenti messicani, numerosissimi e coinvolgenti. E anche con certi amici meridionali, tra i quali Gianni si sente di casa (lui dice di essere un “terrone naturaliter”).

Maria Pia, come sapete, è figlia unica e ormai come parenti ha solo una zia e un cugino, ai quali è molto legata ma, certo, nulla di paragonabile alla famigliona del marito. Ha però acquisito negli anni una buona capacità di relazione, accresciuta da quando vive con il marito. Così, è sempre in fermento, sempre in contatto con qualcuno.

Ecco il punto, mai ritrarsi dalla vita. Ricordate quella “scintilla” del poeta indiano Tagore, che forse già abbiamo qui una volta citato?

Recita: “Rinchiuso in te / troverai la notte. / Apri gli occhi. Fuori di te / troverai luce senza confine”.

La luce che tutti siamo chiamati a condividere e che prima o poi vedremo nella sua sfolgorante pienezza, con Mariuccia, nel posto in cui non esistono lacrime.

cantiamolavita@katamail.com

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *