E a Gennaio la Chiesa celebra due momenti importanti

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Il 1° dell’anno la 56^ Giornata Mondiale della Pace sul tema “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”; il 6 gennaio, nella solennità dell’Epifania, la Giornata dell’Infanzia Missionaria

“Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”: questo il titolo del Messaggio di Papa Francesco per la 56^ Giornata Mondiale della Pace che la Chiesa celebrerà il 1 gennaio 2023.

Nel testo, che prende spunto dal brano della prima lettera ai Tessalonicesi in cui san Paolo scrive che “il giorno del Signore verrà come un ladro di notte” (1Ts 5,1-2), Francesco traccia un bilancio dell’eredità lasciata dalla pandemia, invitando a rileggerla in rapporto all’esperienza della guerra in Ucraina e a tutti gli altri conflitti nel mondo, “sconfitta per l’umanità intera e non solo per le parti direttamente coinvolte”.

“Assieme alle manifestazioni fisiche – scrive il Pontefice – il Covid-19 ha provocato, anche con effetti a lungo termine, un malessere generale che si è concentrato nel cuore di tante persone e famiglie, con risvolti non trascurabili, alimentati dai lunghi periodi di isolamento e da diverse limitazioni di libertà. Inoltre, non possiamo dimenticare come la pandemia abbia toccato alcuni nervi scoperti dell’assetto sociale ed economico, facendo emergere contraddizioni e disuguaglianze”.

“Per questo – prosegue – dopo tre anni, è ora di prendere un tempo per interrogarci, imparare, crescere e lasciarci trasformare, come singoli e come comunità; un tempo privilegiato per prepararsi al giorno del Signore”. “La più grande lezione che il Covid-19 ci lascia in eredità è la consapevolezza che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che il nostro tesoro più grande, seppure anche più fragile, è la fratellanza umana, fondata sulla comune figliolanza divina, e che nessuno può salvarsi da solo. È urgente dunque ricercare e promuovere insieme i valori universali che tracciano il cammino di questa fratellanza umana. Abbiamo anche imparato che la fiducia riposta nel progresso, nella tecnologia e negli effetti della globalizzazione non solo è stata eccessiva, ma si è trasformata in una intossicazione individualistica e idolatrica, compromettendo la garanzia auspicata di giustizia, di concordia e di pace”. I raggi di luce di questo periodo sono stati il ritorno all’umiltà, un ridimensionamento di certe pretese consumistiche, l’impegno solidale fino all’eroismo di tante persone. “Nel momento in cui abbiamo osato sperare che il peggio della notte fosse stato superato – osserva il Papa – una nuova terribile sciagura si è abbattuta sull’umanità. Abbiamo assistito all’insorgere di un altro flagello”. “La guerra in Ucraina miete vittime innocenti e diffonde incertezza, non solo per chi ne viene direttamente colpito, ma in modo diffuso e indiscriminato per tutti, anche per quanti, a migliaia di chilometri di distanza, ne soffrono gli effetti collaterali, basti solo pensare ai problemi del grano e ai prezzi del carburante”. “Mentre per il Covid-19 si è trovato un vaccino, per la guerra ancora non si sono trovate soluzioni adeguate. – scrive ancora il Santo Padre – In questo momento storico si tratta di “cambiare il cuore” lasciando che Dio trasformi i nostri criteri abituali di interpretazione del mondo e della realtà”.

Si celebrerà invece il 6 gennaio, nella solennità dell’Epifania del Signore, la Giornata Missionaria dei ragazzi, meglio conosciuta nelle nostre parrocchie con il nome di Giornata dell’Infanzia Missionaria. La scelta della data non è casuale in quanto l’Epifania è il giorno della manifestazione di Gesù ai Magi e cioè a tutti i popoli della terra.

L’iniziativa è legata alla Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria e in Italia è promossa dalla Fondazione Missio, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana.

La Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria venne fondata nel 1843 da Mons. de Fordin Janson, Vescovo di Nancy, per educare i bambini allo spirito missionario, interessandoli alle necessità dei loro coetanei nei Paesi di missione, sensibilizzandoli sull’offerta di preghiere e di aiuti materiali. Oggi è diffusa in più di 130 Paesi di tutti i continenti. Fu Papa Pio XII con una lettera del 4 dicembre 1950 a stabilire che si celebrasse in ogni Paese del mondo una giornata per la Santa Infanzia.

Come ogni anno, anche per il 2023 è stato scelto uno specifico tema per sottolineare un aspetto della missione in linea con ciò che il mondo ecclesiale sta vivendo. Pensando al cammino sinodale in corso nella Chiesa universale, il filo conduttore sarà: “La missione si fa insieme!”.

«Nello slogan scelto per la Giornata 2023 – spiega il segretario nazionale di Missio Ragazzi don Valerio Bersano – il riferimento al Messaggio di Papa Francesco scritto per la Giornata Missionaria Mondiale dell’ottobre scorso è evidente: “Ogni battezzato è chiamato alla missione nella Chiesa e su mandato della Chiesa: la missione perciò si fa insieme, non individualmente, in comunione con la comunità ecclesiale e non per propria iniziativa. E se anche c’è qualcuno che in qualche situazione molto particolare porta avanti la missione evangelizzatrice da solo, egli la compie e dovrà compierla sempre in comunione con la Chiesa che lo ha mandato”».

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