Don Vittorio Piuzzi: una memoria viva

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I parrocchiani di Oliva Gessi ricordano il sacerdote scomparso 20 anni fa con una pubblicazione che raccoglie i suoi scritti. E con questa pagina per i nostri lettori

Don Vittorio Piuzzi tornava alla Casa del Padre domenica 1° luglio 2001, a soli 55 anni, dopo una malattia giunta grave e repentina, un autentico “fulmine a ciel sereno” per le sue parrocchie di Robecco Pavese, Oliva Gessi, Pinarolo Po, e per quanti lo conoscevano e amavano. Nei tre mesi di calvario, da un letto di sofferenza, don Vittorio non cessò di essere tra la sua gente, anche attraverso le pagine del giornalino parrocchiale Oliva Mese. A queste pagine affidò una prosa, La misteriosa fecondità del dolore, che ora, insieme agli scritti dei suoi diciassette anni da parroco a Oliva Gessi, costituisce un volume, L’Attesa, a cura di Andrea Defilippi e Paola Perduca, corredato da fotografie e note biografiche redatte dalla famiglia Piuzzi, con prefazione di don Luca Ghiacci, attuale parroco di Oliva.

Il libro ripercorre, nella prima parte, l’infanzia e gli anni giovanili a Viguzzolo, la nascita della vocazione, la partenza per il seminario a Stazzano, l’ordinazione sacerdotale e gli anni da curato a Broni, la passione per i cavalli qui scaturita con la frequentazione dell’ippodromo “San Contardo”, fino alla nomina come parroco di Robecco Pavese (1981), Oliva Gessi (1984) e Pinarolo Po (1998). Alla narrazione biografica si alternano corsivi tratti dagli scritti di don Vittorio stesso, pertinenti ad alcuni dei periodi elencati.

Interamente ai testi è dedicata, invece, la seconda parte del volume; nei diciassette anni trascorsi ad Oliva, infatti, la parola di don Vittorio risuonò non solo dal presbiterio, ma anche attraverso le pagine dei giornalini parrocchiali: dapprima Il Campanile di Oliva Gessi, un numero unico da lui pubblicato a Natale, poi Oliva Mese.

L’antologia propone riflessioni che coprono l’intero Anno Liturgico, insieme ai capitoli dedicati all’esperienza come parroco di Oliva, al viaggio in Congo presso la missione di don Alfredo Ferrari, alla canonizzazione di san Luigi Versiglia, fino a La misteriosa fecondità del dolore, che suggella L’Attesa, un titolo non casuale, ma tratto dai seguenti versi, scritti da don Vittorio nell’aprile 2001: «L’attesa/ è il chiaro respiro del mattino/ è l’inchino sommesso della terra./ L’attesa è il battito vivo di ogni mio giorno/ è il mio balcone di luce./ Signore, fa’ che non si spenga/ la mia attesa di Te» (25 aprile 2001).

L’opera è stata presentata dopo la santa Messa di suffragio presso la parrocchia di Oliva Gessi, giovedì 1° luglio, alle ore 21.

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