Cresce la tensione per la possibile chiusura del cementificio di Arquata

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Mobilitazione dei dipendenti del gruppo Buzzi

ARQUATA SCRIVIA – Si terrà oggi, 18 febbraio, lo sciopero di due ore dei dipendenti del gruppo Buzzi Unicem proclamato dai sindacati la scorsa settimana, dopo la notizia che la proprietà ha deciso di chiudere due siti aziendali. «Saranno due ore di assemblea a sostegno della lotta dei 95 lavoratori di Arquata Scrivia e di Greve in Chianti, contro la decisione dell’azienda di chiudere i due stabilimenti – spiegano Feneal, Filca, Fillea – perchè è troppo facile scaricare sui lavoratori le conseguenze di decisioni della proprietà sbagliate e affrettate. Ci aspettiamo, invece, serietà e buon sen-so da parte di Buzzi Unicem e proposte concrete che diano risposte all’altezza della situazione. Lasciare indietro anche solo uno dei lavoratori coinvolti è inaccettabile». Una decisione, quella dello scorso 5 febbraio, che prevede la cessazione dell’attività produttiva entro fine marzo a causa della crisi del mercato edile. Le sigle sindacali parlano di accordi non rispettati, poiché un’intesa risalente al 2017 sanciva che l’ex Cementir di Arquata (nella foto di Dino Ferretti) continuasse a operare di pari passo con i lavori del Terzo Valico, in sinergia con il Cociv.

In occasione di un incontro tenuto otto giorni fa in videoconferenza con il prefetto di Alessandria Iginio Olito e il sindaco arquatese Alberto Basso, i vertici della compagnia hanno assicurato che i dipendenti non saranno abbandonati, ma probabilmente trasferiti. Il cementificio più vicino di proprietà del gruppo si trova a Trino Vercellese. Il primo cittadino ha avanzato l’ipotesi di una riconversione della struttura, ma tutto è ancora prematuro. Il tempo stringe e il destino di questa realtà produttiva sembra ormai segnato.

L’auspicio è che le parti in causa possano trovare al più presto una soluzione adeguata per le 95 persone impiegate nei due stabilimenti, in ansia per il proprio futuro.

Luca Lovelli

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