Cosa resterà (degli anni ’80)?

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di Silvia Malaspina e Carolina Mangiarotti

“Il revival degli anni Ottanta sta durando più degli anni Ottanta”: quest’affermazione provocatoria circola ormai da parecchi anni, ma è ancora oggi veritiera. Infatti continuiamo ad assistere a rivisitazioni, nemmeno troppo originali, della musica, della moda, dei film di quel decennio, quasi che la “Milano da bere” non sia mai stata assaporata fino in fondo e continui ad abbagliare anche le giovani generazioni. Schiere di ragazze il cui abbigliamento – jeans a vita alta, blazer con spalloni da giocatore di rugby, giubbotti di montone “ecologico”, sneakers in tela o scarponi simil militari – fa sì che sembrino uscite da una qualunque scuola superiore nel 1985. Fortunatamente, nel XXI secolo, alcune brutture, tipo i libri scolastici legati con una cinghia, le acconciature con ciuffi cotonati, le calzature raso terra insidiosissime per i tendini, gli scaldamuscoli colorati, sono state definitivamente affossate.

Anche i locali che solitamente sono per i giovanissimi propongono “serate per adulti”: il che non comporta nulla di pruriginoso, ma semplici amarcord danzanti di quella che fu la stagione d’oro della musica dance. «Indovina un po’? Sono stata inviata ad andare a ballare in una serata revival anni Ottanta!» «Ma sei impazzita? Non vorrai per caso andare in discoteca alla tua età!» «È una serata “over trenta”, quindi rientro ampiamente nel range. Piuttosto sono molto sguarnita in fatto di abbigliamento: temo mi dovrai prestare qualcosa, non posso certo presentarmi con un outfit da ufficio.» «Siete tutte donne? Non farete come quelle babbione (sic!) che vanno in discoteca in total animalier? Che tristezza!» «Mi ci vedi con un mini abito leopardato? Non scherziamo! Pensavo invece al tubino nero che tu non indossi mai perché dici che è troppo serio.» «Sì, può andare, ma ti devo dare anche le scarpe con i tacchi. Sarà meglio che inizi a camminarci un po’ in casa, altrimenti, altro che serata dance: scivoli sulla pista da ballo e ti rompi qualche osso. Non esagerare con i balli: sai che hai le ginocchia senza cartilagine, è un attimo che parta il crociato!» Le fosche previsioni della neo Cassandra trovano terreno fertile non sull’apparato muscoloscheletrico, ma sullo stato di salute di un paio di partecipanti alla febbre del sabato sera in versione senior, colpite dall’inevitabile influenza stagionale, ragion per cui si decide di rinviare l’appuntamento danzante.

«Che peccato! Ormai ero entrata in mood discoteca. Direi che calza a pennello la canzone di Raf: “Cosa resterà di questi anni Ottanta, afferrati e già scivolati via… anni allegri e depressi di follia e lucidità, sembran già gli anni Ottanta per noi quasi ottanta anni fa”.»

silviamalaspina@libero.it

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