Come cambierà il piano regolatore

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Prime varianti: l’area ex deposito tabacchi diventa residenziale, la sponda dello Scrivia agricola

TORTONA – L’iter per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Generale del Comune è giunto a uno snodo cruciale, con l’esame delle circa 90 osservazioni, presentate da aziende, professionisti e cittadini. La legge prevede, infatti, dopo l’approvazione della proposta di variante da parte del consiglio, 60 giorni di tempo per eventuali osservazioni al progetto preliminare, che è stato approvato lo scorso dicembre. Scaduto il termine il 7 marzo, è iniziata la delicata fase dell’esame delle osservazioni pervenute. Sarà redatto un parere tecnico, poi i consiglieri decideranno se accettare le proposte di modifica e provvedere a inserire tali dettagli nella variante votata. Il presidente della commissione urbanistica, Pierpaolo Cortesi (nella foto), ha proposto nella seduta della settimana scorsa, di avviare una serie di incontri preparatori per i consiglieri comunali, in modo da arrivare in aula con la piena consapevolezza del contenuto delle singole osservazioni da votare. «L’amministrazione conta di arrivare al termine dell’iter prima della fine dell’anno. Tutte le osservazioni dovranno essere votate in consiglio, per cui è opportuno un momento di approfondimento specifico e un quadro d’insieme, affinchè si voti con una visione complessiva dell’impatto pratico che potranno avere sull’urbanistica cittadina». Conclusa la fase di valutazione, ci sarà la seconda conferenza di copianificazione fra il Comune e gli enti interessati e anche in questo caso potranno pervenire ulteriori richieste di modifica da inserire nel progetto definitivo che dovrà essere approvato dal consiglio comunale in un secondo passaggio in aula, probabilmente in autunno. Dopo decenni di attesa e con il vigente piano regolatore ormai inadeguato, occorre avere uno strumento idoneo a rappresentare la città nel suo stato attuale e con le prospettive di sviluppo adeguate ai tempi. Tra i punti più significativi della variante generale sono previsti interventi in alcune zone urbanistiche, con destinazioni d’uso non più adeguati. Tra questi il passaggio dell’area dell’ex deposito tabacchi da produttiva a residenziale e la trasformazione in agricole di diverse zone di espansione nella periferia. Sono esclusi dal cambiamento i capannoni del sale, progettati dall’architetto Pierluigi Nervi, che hanno un valore archeologico. In generale, si recuperano quasi 2 milioni di mq in aree agricole. L’intervento più significativo è la riconversione in agricola dell’area sulla sponda sinistra del fime Scrivia, destinata alla cosiddetta “pista Pirelli”, mai realizzata. Per le aree produttive ci sono espansioni a Rivalta Scrivia, a favore del settore logistico e del nuovo insediamento di Autamarocchi sulla provinciale 211. Stefano Brocchetti

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