Beato Carlo Acutis

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È passato solo un anno da quando Papa Francesco ha autorizzato la beatificazione del giovane Carlo Acutis. La cerimonia si è svolta il 10 ottobre 2020, nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi ed è stata presieduta dal cardinale Agostino Vallini, Legato Pontificio per le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli. Carlo nacque il 3 maggio del 1991 a Londra, dove i suoi genitori si trovavano per motivi di lavoro e il successivo 18 maggio ricevette il battesimo. Nel settembre dello stesso anno, rientrarono tutti e tre a Milano, la città di origine.

Carlo frequentò le scuole elementari e medie presso le suore Marcelline di Milano, poi il liceo classico “Leone XIII” retto dai Gesuiti. Aveva un temperamento sereno e affabile e un carattere aperto e gioviale.

Amava il mare, i viaggi, le conversazioni, a tutti rivolgeva un saluto una parola. Viveva la vita della parrocchia, dove nel 1998 ricevette la Prima Comunione e nel 2003 la Cresima. Svolse il servizio di catechista e nel frattempo si appassionò tantissimo all’informatica, divenendo un grande esperto e realizzando importanti progetti informatici a servizio dell’evangelizzazione. Aveva solo 14 anni quando progettò e realizzò la mostra virtuale dedicata all’Eucaristia, tuttora visitabile sul web (miracolieucaristici.org) e che testimonia l’amore di Carlo per l’Eucaristia. Si adoperò nel volontariato e impegnò nel servizio alla mensa dei poveri.

A casa chiedeva di mettere il cibo avanzato nei contenitori per portarlo ai clochard di zona. La sera passava con i genitori per le strade di Milano per distribuire coperte e pasti caldi ai senzatetto. Era innamorato dell’Eucaristia e diceva: «È la mia autostrada verso il cielo, se le ci si accosta ogni giorno, si va dritti in Paradiso». All’inizio di ottobre 2006 fu colpito da una grave forma di leucemia fulminante. Appena ricoverato disse di voler offrire le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa, «per non fare il Purgatorio e andare diritto in Paradiso». Gli stessi medici che lo curavano, furono stupiti dal suo coraggio. Morì pochi giorni dopo, il 12 ottobre 2006 a Monza e fu seppellito nella terra del cimitero di Assisi, città di san Francesco, che lui amava. Nel gennaio 2019 i suoi resti sono stati riesumati e traslati il 6 aprile dello stesso anno, nel Santuario della Spogliazione. Nella tomba, Carlo indossava jeans e felpa e il Rosario intrecciato fra le mani.

La memoria liturgica è stata fissata al 12 ottobre, giorno della sua nascita al cielo.

Daniela Catalano

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