Beata Imelda Lambertini

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Sono bastati solo 13 anni a Imelda Lambertini per diventare Beata. Tanti sono gli anni di vita di questa giovane vissuta nel ’300 che la Chiesa venera il 12 maggio, giorno della sua morte. Nata in una nobile famiglia bolognese, era entrata giovanissima tra le domenicane di S. Maria Maddalena di Val di Pietra. Della sua vita non si hanno notizie, tranne quelle su un famoso miracolo eucaristico che la vide protagonista.

Secondo le leggi ecclesiastiche del tempo, non era permesso ricevere la Comunione Eucaristica prima di aver compiuto i 12 anni. Imelda, però, era impaziente di ricevere Gesù nel suo cuore, nonostante non avesse ancora l’età prescritta, perciò supplicava tutti di esaudirla e cercava di meritare questo grande dono con la bontà della vita. Il suo desiderio fu esaudito il giorno della sua morte. La vigilia dell’Ascensione, il 12 maggio 1333, si trovava in cappella. Dopo che tutte le suore ricevettero la comunione, la porta del tabernacolo fu chiusa e furono state spente le candele sull’altare.

Mentre le consorelle tornavano alle loro occupazioni, la giovane rimase prostrata a terra nel coro, che improvvisamente s’illuminò di una luce miracolosa e si riempì di un profumo molto dolce che richiamò tutte in chiesa. Raccontarono, poi, di aver visto un’ostia che si muoveva da sola nell’aria, dirigersi verso la fanciulla tremante e con le mani giunte.

Nel vedere un tale miracolo, il sacerdote comprese la volontà di Dio, e prendendo l’ostia fluttuante gliela mise fra le labbra.

Subito dopo Imelda raggiante di gioia e ancora inginocchiata, spirò in un’estasi d’amore.

Fu sepolta in una piccola arca e sulla lastra fu incisa la seguente iscrizione: «Fu dell’anno MCCCXXXIII la quale aveva nome Sor Imelda Lambertini, che essendo giovinetta non in età di comunicarsi, essendo in orazione avanti l’altare, venne la sacra ostia dal cielo e fu comunicata per mano del sacerdote, e subito spirò in presenza di molte suore e altre persone, e fu sepolta in quest’arca». Coloro che frequentavano il monastero cominciarono a invocarla per ottenere grazie. Nel 1582 le sue reliquie furono traslate e attualmente si trovano nella chiesa di S. Sigismondo, a Bologna. Un decreto di Leone XII, nel 1826, la dichiarò Beata, autorizzando l’ufficio liturgico. È stata la patrona dei Piccoli Rosarianti e delle Beniamine di Azione Cattolica e papa san Pio X nel 1908, la indicò come protettrice di tutti i bambini che si accostano alla Prima Comunione.

Daniela Catalano

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