Beata Celestina

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di Daniela Catalano

Questa settimana, come la scorsa, restiamo in Toscana per raccontare la vita e le opere della beata Celestina della Madre di Dio, beatificata il 30 marzo 2008 e ricordata dalla Chiesa il 18 marzo. La beata, al secolo Anna Maria Donati, nasce a Marradi, in provincia di Firenze, il 26 ottobre 1848, in una famiglia della borghesia. Il padre è un magistrato del granducato di Toscana e per questo, con moglie e figli, si trasferisce prima a Cortona, poi a Siena, per tornare, infine, a Firenze, dove la giovane Anna Maria conosce il padre scolopio Celestino Zini, che diventa suo direttore spirituale. Dopo la morte della madre decide di consacrarsi a Dio e passa un periodo presso le monache vallombrosane, ma il padre la vuole vicina alla famiglia e lei, allora, è costretta ad aspettare prima di realizzare il suo sogno. Su consiglio di padre Zini, all’età di 41 anni, nel 1889, raccoglie intorno a sé alcune donne per dedicarsi all’educazione delle ragazze povere e abbandonate e dei figli dei carcerati. Nasce così la congregazione delle Povere Figlie di San Giuseppe Calasanzio, conosciute come Calasanziane. La Donati prende il nome di Celestina della Madre di Dio in onore del suo padre spirituale e tutti iniziano a chiamarla affettuosamente “madrina”. Ancora oggi le Calasanziane definiscono in questo modo la loro fondatrice. Nello stesso anno padre Zini diventa vescovo di Siena e comincia a indirizzare numerosi scritti alle suore. Dopo la sua morte, madre Celestina li raccoglie e pubblica il Manuale Calasanzianoin cui descrive anche il carisma del suo Istituto: “Le Povere Figlie di San Giuseppe Calasanzio, raccolte all’ombra del tabernacolo, considerano sacro dovere edificare chi si avvicina a loro, santificarsi personalmente e dedicarsi con zelo all’educazione delle fanciulle bisognose affidate loro dal Signore”. Celestina, donna contemplativa dedita solo al bene, ripete spesso: «Cristo c’è morto sui chiodi, noi Calasanziane ci viviamo». Nel 1900, nella chiesa della Casa madre di Firenze, la beata istituisce l’adorazione eucaristica quotidiana che prosegue ancora oggi, proprio lì dove è sepolta, insieme a Monsignor Zini. Muore a Firenze il 18 marzo 1925 all’età di 76 anni.

cadarita@yahoo.it

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