Arrendersi al Dio Bambino

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Ancora una volta la grazia del giorno del Natale ci viene incontro, entra nella nostra vita: è un giorno particolare, ha un fascino che non ci lascia indifferenti, anche se il mondo cerca di impadronirsi del Natale per trasformarlo in qualcos’altro, offrendoci il surrogato di un altro fascino, vuoto, effimero, ingannevole, fatto di cose, di tante, troppe, cose da consumare.

A questo si aggiunge una certa nostra disillusione – anche questa inganno del mondo – che vuole farci perdere la speranza che il Natale possa cambiare qualcosa nella nostra vita.

Ed è proprio qui che arriva il dono di questo giorno: nonostante questa congiura, avverti che c’è qualcosa che resiste a ogni tentativo di appropriazione indebita del Natale, avverti che c’è una Parola che ha un fascino potente, che ti attira, che ti chiede un coinvolgimento.

Non possiamo ridurre il Natale a un insieme di emozioni che, per quanto buone, sono destinate a spegnersi insieme alle luci delle nostre strade e delle nostre case.

Abbiamo una sola possibilità per evitare che questo accada: confrontarci con la misura estrema dell’amore di Dio che ha scelto di farsi bambino per poterci incontrare.

Dio si è fatto uomo perché noi potessimo sentire la sua voce, toccarlo, stare a tavola con lui, fare esperienza di lui. Modo sorprendente con il quale Dio si pone dinanzi a noi.

Non ha scelto effetti speciali che ci avrebbero “costretti a subire” la manifestazione della sua gloria. Si pone dinanzi a noi come un bambino, mostrando la sua gloria nella debolezza della nostra carne.

Questa disarmante via di debolezza nella quale Dio ha scelto di manifestare il suo amore che salva, non può non sorprenderci.

Se non vogliamo archiviare questo Natale in uno dei tanti ripostigli polverosi della nostra vita, dobbiamo considerare questo fatto: il Signore Gesù, il Verbo fatto carne, entra nella nostra storia perché noi lo possiamo incontrare. L’incontro con lui è la nostra salvezza.

A questo siamo chiamati e questo è il motivo della nostra speranza. La vita di ciascuno di noi, con le sue fatiche e le sue gioie, è il luogo dove la luce del suo Natale vuole espandersi per fare nuove tutte le cose.

Dobbiamo solo arrenderci al Dio Bambino il cui amore ha la forza di trasformare la nostra relazione con lui e tra di noi.

È questa speranza che vuole entrare nelle nostre case, nelle nostre scuole, nei luoghi di lavoro, nei nostri ospedali e nelle case di riposo: ovunque si trovi un uomo, Dio rivela la sua presenza. L’augurio è che tutti noi possiamo incontrarlo.

Buon Natale.

+ Vittorio Viola

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