Aranzulla, chi era costui?

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di Maria Pia e Gianni Mussini

La prima volta che ne sentimmo parlare fu da nostro figlio Giacomo, sin da bambino consulente informatico ufficiale della famiglia, la quale lo ha regolarmente “schiavizzato”. Tanto che, quando uscì di casa per assecondare la propria vocazione, per noi è stato un colpo: chi ci aiuta adesso a risolvere i problemi del computer? Ma la Provvidenza ci sa fare e così siamo stati costretti a impratichirci noi due, a dire il vero soprattutto Gianni (che sgarbianamente considera una “capra” la moglie in materia). Per le emergenze, comunque, c’è WhatsApp a metterci in contatto con Giacomo…

Ma spesso ci affidiamo all’Aranzulla di cui sopra, il quale non a caso si chiama Salvatore ed è diventato il divulgatore informatico più seguito d’Italia (la sua pagina è più cliccata di Amazon). Siciliano di Mirabella Imbaccari (Catania) e trasferitosi a Milano, dove vive in un attico a Citylife, è l’uomo che – come ricorda Irene Soave sul Corriere della Sera – “ha insegnato agli italiani a usare internet”. Alla sua pagina arrivano le richieste di molti che, ancora poco alfabetizzati informaticamente, fanno le domande più svariate: come si installa una stampante, gli antivirus più sicuri, la conversione di un file pdf in word, e così via.

Lui risponde e così il suo sito è arrivato a fatturare, tra pubblicità e indotto, la bellezza di 3,8 milioni di euro.

Insomma, un tipo positivo, capace di mettere a frutto i suoi talenti. Nel sopra citato articolo, vengono fuori i segreti del suo successo: il gusto del lavoro, un perfezionismo maniacale, la concentrazione sugli obiettivi. Cose che però si pagano in termini di salute (colite da stress, fatica a prendere sonno, attacchi di panico), anche se la presenza di una donna, Sabrina, lo calma e addolcisce: lei che si dichiara “la sola cosa della sua vita che non rientri in un file Excel”.

Si sente spesso con i tre fratelli e con la madre, che però va a trovare di rado: “L’anno scorso sono andato a Taormina… e non ho pensato di allungare fino a casa: dai miei o muori di caldo o muori di freddo”.

Che Aranzulla sia un poco anaffettivo? Nella stessa intervista confessa un tormentoso bisogno di sonno, che lo porta persino a respingere Sabrina: “Amore, le dico, mi abbracci domani, ora devo dormire”. E caso mai avessero un figlio, aggiunge che non gli permetterà di guastargli il sonno: “Oggi ho da programmare quindicimila righe di codice per il sito. Se fai un errore nella terza, le altre sono da buttare. Ci va precisione. Se non dormi non ce l’hai”.

A noi pare che ci sia qualcosa che stoni. E che prima di tutto vengano gli abbracci di Sabrina e i giochi con il bambino. Ma sono cose che il bravo Salvatore imparerà per conto suo: capace com’è di programmare le pagine web più sofisticate, non saprà programmare al meglio anche la sua vita in famiglia?

cantiamolavita@katamail.com

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