Angela, amore e crauti

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«Governare la Germania dopo Angela Merkel sarà come interpretare James Bond dopo Sean Connery»: così ha scritto un commentatore inglese alla vigilia delle elezioni che si sono tenute in Germania lo scorso 26 settembre e che hanno sancito l’addio alla vita politica della Cancelliera più longeva della storia tedesca. In effetti le elezioni in Germania hanno ricalcato l’iter della saga dei film di 007: come gli interpreti del dopo Connery si sono rivelati un po’ sbiaditi, così il successore Olaf Scholz ha raccolto un’eredità pesante e dovrà negoziare con gli altri partiti, non avendo riportato una vittoria schiacciante.

Quindi Frau Angela si è diligentemente rimessa al lavoro e, visto che il nuovo Governo non sarà formato in tempi brevi, potrebbe rimanere in carica fino a dicembre.

Nei 16 anni in cui ha guidato la Germania ha dimostrato di essere una donna alfa, prendendo in mano anche il destino dell’Europa, attirandosi critiche talvolta feroci dai Paesi membri, ma rimanendo per i connazionali “Mutti Angela”, mamma Angela, la curatrice dei patrii affanni.

Il suo curriculum è noto: figlia di un Pastore, cresciuta nell’ex DDR, si è laureata in Fisica e ha iniziato l’attività politica al tempo del cancellierato di Helmut Kohl, in un partito che certo non brillava per femminismo; di un matrimonio giovanile ha conservato solo il cognome, risposandosi poi con Joachim Sauer, professore universitario di Fisica quantistica; dal 2006 ad oggi è rimasta al primo posto nella classifica delle donne più potenti del pianeta.

Ma ciò che più mi ha colpito è la cortina di ferro che ha innalzato a difesa della propria vita privata: della coppia si sa solo che a Berlino vive in un appartamento di 80 metri quadri, che condivide la passione per la lirica e la cucina, che ama trascorrere le vacanze in Italia, specie ad Ischia ed in Alto Adige. Chiunque si sia azzardato a chiedere particolari intimi è stato freddato con teutonico rigore: alla domanda sul perché non abbia avuto figli, Angela ha risposto tutto e niente: «Non sono venuti, la mia vita è andata in un’altra direzione». Ma i bambini le piacciono. Ci sono foto in cui la si vede con i nipoti del marito, per i quali si trasforma in nonna adottiva quando la famiglia si ritira nella dacia in campagna. Il rispetto per il lavoro dell’altro sarà stato uno dei collanti del matrimonio, così come la separazione delle sfere di influenza reciproche: solo nei casi in cui il protocollo lo richiedesse, Angela ha imposto al marito di vestire i panni di principe consorte.

Immagino che non sia stato facile far funzionare una relazione in cui uno dei due, e per giunta la donna, è personaggio pubblico e sovrasta, sia finanziariamente sia in prestigio, il coniuge: chissà se Angela, vera paladina della par condicio, tornando da un summit, avrà fatto uno squillo a Joachim, avvisandolo: «Tra mezz’ora sarò a casa, spadella i crauti e griglia i wurstel!».

silviamalaspina@libero.it

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