Abbattiamo il muro

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di SILVIA MALASPINA E CAROLINA MANGIAROTTI

La fine del 2023 ha visto, come da tradizione, il fiorire di una serie di variegate classifiche, talune collegate al commercio (l’auto più venduta, il libro con più tirature, il film che ha maggiormente incassato) altre su persone che si sono distinte in ambiti diversi, dallo sport, alla cultura, all’arte, allo spettacolo. Ci ha colpito la rassegna, pubblicata su un noto settimanale, intitolata Cento donne dell’anno: in una carrellata di 55 pagine compaiono le fotografie e le descrizioni sulle motivazioni dell’inclusione delle signore nell’onorevole centina. Apre le danze l’Highlander Sua Maestà del Pop Luise Veronica Ciccone, in arte Madonna, indi seguono donne di ogni età e professione: avvocate, insegnanti, scienziate, scrittrici, filosofe, attiviste, mamme, calciatrici, registe, modelle. Una panoramica a 360 gradi dell’universo femminile contemporaneo, che ci ha fatto illudere che ciò che abbiamo letto su quelle pagine patinate potesse diventare realtà consolidata per il nuovo anno e che, alla fine del 2024, non ci sarebbe stato bisogno di stilare una lista delle 100 donne più influenti dell’anno, poiché questa importanza sarebbe divenuta parte del sentire comune e il valore delle donne nei vari ambiti esistenziali e lavorativi non avrebbe avuto più ragione di essere rimarcato. Ma le illusioni durano poco, ed ecco arrivare, giusto in tempo per stappare le bollicine al sorgere del nuovo anno, lo spot pubblicitario della TIM, firmato da Giuseppe Tornatore: un uomo e una donna iniziano a camminare all’interno di un labirinto. Partono insieme, ma immediatamente le loro strade divergono. Appaiono delle domande, lungo il cammino: “Avere figli ti ha penalizzato?”, “Guadagni meno del/la tuo/a collega?”, “Hai mai subìto molestie?”. La risposta ai quesiti porta i due a compiere percorsi ben diversi: mentre l’uomo trova velocemente l’uscita, la donna rimane intrappolata fra i muri. Nel mentre compaiono numeri che ci fanno paura. “Ancora 169 anni per raggiungere la parità economica, 162 per la parità politica, 131 per le pari opportunità…”. Non sono dati presi a caso per una trovata pubblicitaria: provengono dal rapporto del Forum economico mondiale sulla disparità di genere. Il messaggio finale è chiaro: “Non c’è più tempo. Abbattiamo i muri”. «È uno spot molto incisivo, ma per me è terrificante: significa che nemmeno la mia generazione vedrà la parità di genere? Che dovrò ancora sentirmi dire: “questo non è un lavoro per una donna! Se ti sposassi e avessi dei figli, come farai a svolgere una professione così impegnativa?” Non è giusto!» Il nostro auspicio per l’anno appena iniziato è che si inizi concretamente ad abbattere quel muro.

silviamalaspina@libero.it

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