A Messa solo la metà dei fedeli. Il Covid fa paura anche qui

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24 maggio: la prima domenica con la presenza del popolo dopo due mesi di stop. Il reportage da 19 chiese della Diocesi che hanno dato prova di impegno e maturità

La solennità dell’Ascensione del Signore ha segnato il vero banco di prova per la ripresa della celebrazione della Messa con il popolo. Le chiese dei nostri paesi e delle nostre valli hanno riaperto le porte ai fedeli. Una domenica di festa, di “ripartenza”, di un ritorno alla normalità che sarà lento, ma che è stato avviato. In tutta la diocesi, come peraltro nel resto del Paese, non si è registrato nessun “boom” di presenze. A dire il vero, nei nostri ambienti parrocchiali nessuno se lo aspettava. Il timore per il virus è ancora alto e soprattutto molti anziani hanno preferito rimanere a casa e partecipare all’Eucarestia attraverso i mezzi della comunicazione, magari convinti da figli e nipoti a usare quella prudenza che deve continuare a guidare i nostri passi.

I posti nelle chiese sono stati notevolmente ridotti dalle disposizioni anti-contagio previste dal protocollo della Cei e del Governo.

In linea di massima, in tutte le parrocchie è stato registrato un calo del 50% rispetto alle presenze pre Covid.

In generale non ci sono stati problemi per i parroci e i loro collaboratori che avevano predisposto tutto alla perfezione segnando i posti a sedere, dotando le chiese di igienizzante per le mani all’ingresso, stabilendo percorsi di accesso e di uscita dagli edifici sacri, coinvolgendo tanti volontari per il servizio di informazione e di accoglienza, sanificando gli ambienti al termine di ogni celebrazione, distribuendo la Comunione nelle modalità previste.

Anche i fedeli hanno dato prova di maturità e responsabilità nell’attenersi alle nuove regole, dimostrando fede e compostezza. Non si sono verificati assembramenti che in altri ambienti purtroppo sono tornati di moda.

Una bella dimostrazione di rispetto, di maturità e di impegno, quella che la Chiesa diocesana ha offerto, dimostrando che è possibile partecipare alle celebrazioni in assoluta e totale sicurezza per se stessi e per gli altri. È stata una domenica di speranza, vissuta dall’Antola al Po, nella gioia di ritrovarsi attorno all’altare del Signore per sentirsi ancora più uniti, ancora più comunità.

Il Vescovo Mons. Vittorio Viola ha celebrato la Messa nel duomo di Voghera alle 10 e alle 11.30. Era la festa patronale della città, la “Sensia”, ricorrenza tanto cara ai vogheresi e non solo. Il Pastore ha affermato che «l’Ascensione apre per noi un futuro di speranza certa». Anche in duomo i posti occupati erano all’incirca la metà dei previsti e domenica scorsa l’accesso era consentito solo su prenotazione per calcolare le presenze ed evitare affollamenti. Della celebrazione, che ha visto il conferimento del ministero dell’Accolitato a Daniele Lottari, diamo conto a pagina 19.

A Tortona, nelle parrocchie della comunità pastorale guidata da don Claudio Baldi e don Luca Ghiacci, «tutto è andato bene, con una frequenza buona, un po’ sotto alla media, ma comprensibile dopo tre mesi di stop e con ancora tanta paura. Soprattutto gli anziani non sono venuti. Un bel gruppo di collaboratori ha assicurato lo svolgimento delle celebrazioni nel pieno rispetto delle regole».

A Novi Ligure, don Massimo Bianchi fa notare come «i numeri sono stati buoni, quasi nella normalità con i fedeli che sono stati molto ordinati e composti. Qualche difficoltà in più la registriamo in occasione dei rosari per i defunti a motivo della partecipazione di persone magari non così abituate a frequentare la parrocchia, ma spiegando il tutto per bene non si registrano problemi».

«A Stradella – evidenzia il vice parroco don Cristiano Orezzi – non c’è stata una gran ressa, molti anziani hanno scelto di rimanere a casa. Abbiamo celebrato in parrocchia alle 9, alle 11 e alle 18 con 190 posti disponibili. Tutto si è svolto con ordine, grazie anche ai molti volontari che si sono resi disponibili».

Tre Messe domenicali anche a Broni, alle 9.30. alle 11.15 e alle 18.30. «La presenza – afferma il parroco mons. Mario Bonati – è stata soddisfacente, in linea con quanto ci aspettavamo. È stata una domenica che ci fa guardare al futuro con speranza; è stato bello ritrovarsi insieme come comunità. Pian piano aumenterà anche il numero dei fedeli, ne sono certo. A Broni tutto è filato liscio, abbiamo insieme rispettato le regole, la partecipazione è stata attenta e composta. Devo dire grazie ai collaboratori e ai Carabinieri in congedo che hanno prestato il loro servizio». Pure a Baselica di Albaredo Arnaboldi, parrocchia che ricade sotto la guida pastorale di don Bonati, la celebrazione si è svolta senza nessun problema.

«A Casteggio c’è stato un assoluto rispetto delle regole. La partecipazione è stata dimezzata. C’è ancora tanta paura, soprattutto tra le persone un po’ più avanti con gli anni. Abbiamo celebrato nella chiesa del Sacro Cuore e nella chiesa di San Pietro al Pistornile», spiega il parroco mons. Marco Daniele.

«Devo dire che la mia gente ha capito la situazione – chiarisce don Maurizio Ceriani, parroco di Casei Gerola e di altre parrocchie vicine – e si è attenuta scrupolosamente a quanto indicato. Su 80 posti disponibili in Collegiata, 22 erano vuoti. Tutti pieni i 12 posti riservati ai chierichetti. Continua comunque la trasmissione in streaming della Messa, servizio prezioso soprattutto per chi non si sente ancora di uscire di casa. Più avanti riprenderemo a celebrare anche nelle altre chiese».

A Serravalle Scrivia – sottolinea il parroco don Francesco Larocca – «i posti vuoti erano molti, non abbiamo visto folle in chiesa con una diminuzione rispetto alla normalità del 50%, peraltro in linea con le altre parrocchie. Il comportamento delle persone è stato encomiabile e molti già sono arrivati preparatissimi e pienamente consapevoli».

«A Pozzolo Formigaro – ci dice il parroco don Costantino Marostegan – nessun problema con una frequenza dimezzata rispetto al solito. A Bettole su 40 posti ne erano occupati 16, a San Martino 40 su 75 e a San Nicolò 26 su 50».

«Abbiamo registrato una discreta affluenza – aggiunge mons. Mario Balladore, parroco di Cassano Spinola – inferiore soprattutto per quanto riguarda la componente anziana della popolazione. Tutte le indicazioni sono state rispettate e c’è stato molto ordine».

«Ho celebrato le Messe consuete nelle mie parrocchie – specifica don Paolo Padrini, parroco a San Sebastiano Curone, Brignano Frascata, Montacuto e Giarolo – e devo dire che il comportamento della gente è stato ottimo. Quanto alla partecipazione, è stata di circa il 60% in meno rispetto a prima. Soprattutto a San Sebastiano e Brignano, meno nei piccoli paesi dove i numeri erano già molto piccoli. Niente da dire, le persone dei nostri borghi hanno ancora un po’ paura e fanno ancora fatica a uscire di casa. È normale».

A Torriglia si è celebrata l’Eucarestia domenicale all’aperto, nella piazza antistante la chiesa.

«Ho celebrato la Messa in tutte le mie parrocchie – racconta il parroco don Pietro Cazzulo – A Torriglia abbiamo celebrato all’aperto, posizionando le sedie alla distanza prevista. L’altare era posto sul sagrato della chiesa. La partecipazione alle 9 e alle 11 è stata davvero buona, con la mia gente felice di ritornare a celebrare l’Eucarestia. Ripeteremo anche domenica prossima, nella festa di Pentescoste.

Gli altri anni si faceva la processione con la statua della Madonna, molto sentita dai torrigliesi. Quest’anno metteremo la statua fuori dalla chiesa e reciteremo la supplica alla Vergine Maria, non potendo fare la processione.

A Montebruno ho celebrato in chiesa e tutto si è svolto regolarmente».

Bene anche a Santa Giuletta e Redavalle: «A Cassino – conclude il parroco don Francesco Favaretto – era presente la solita quindicina di persone, dal ragazzino di 12 anni alla signora di 93.

A Santa Giuletta e Redavalle la partecipazione è stata all’incirca della metà rispetto a una domenica normale».

Marco Rezzani

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