La lezione di Baffi rivive nella nuova scuola

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L’inaugurazione a Broni del plesso scolastico dedicato al governatore della Banca d’Italia. Presente Ignazio Visco

BRONI – “Esistono poche cose che danno speranza come l’inaugurazione di una scuola”.

Queste parole del Vescovo Mons. Vittorio Viola rendono efficacemente il senso di quanto si è vissuto lunedì 18 marzo a Broni, in occasione dell’inaugurazione ufficiale del nuovo plesso scolastico intitolato a Paolo Baffi, bronese e già governatore della Banca d’Italia. Il cantiere per la costruzione della nuova scuola è stato avviato nel 2016 e completato l’estate scorsa. Il primo lotto dell’edificio è in funzione dal settembre 2015, mentre l’ultimo da questo anno scolastico.

La nuova scuola ospita così trecento alunni della primaria e ha sostituito in particolare la vecchia scuola elementare in viale Gramsci, costruita con lastre di cemento amianto. Ora gli alunni “vivono” in una scuola “a misura di bambino”, ai massimi livelli in tema di risparmio energetico e sicurezza, in spazi luminosissimi, con una vista mozzafiato sulle colline circostanti.

Alla cerimonia erano presenti in molti: oltre al Vescovo, il sindaco di Broni Antonio Riviezzi, il parroco mons. Mario Bonati, il presidente della Provincia Vittorio Poma, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Paolo Della Porta, l’onorevole Virginio Rognoni, i deputati Alessandro Cattaneo e Cristian Romaniello, il senatore Alan Ferrari, il consigliere regionale Giuseppe Villani, numerosi sindaci della zona, autorità militari e rappresentanze dell’associazionismo. Tra il pubblico l’ex sindaco della città Luigi Paroni, cui si deve il merito di aver avviato progetto e lavori.

La scuola è intitolata a Paolo Baffi, illustre servitore dello Stato, governatore della Banca centrale, al quale Broni diede i natali e di cui quest’anno ricorre il trentennale della morte. Baffi e la sua famiglia non smisero mai di sentirsi nel più intimo figli di questo paese.

Ad ulteriore testimonianza di un legame fortissimo la presenza all’inaugurazione dei figli Enrico e Giuseppina.

Ospite d’eccezione della mattinata l’attuale successore di Baffi alla guida di Bankitalia Ignazio Visco.

Dopo il rituale taglio del nastro e la deposizione di un omaggio floreale dinanzi all’immagine del governatore, i presenti sono stati condotti a visitare la scuola, mentre nelle aule i piccoli alunni facevano regolarmente lezione. Nella nuova e funzionale palestra, una rappresentanza di studenti ha salutato gli ospiti e qui il Vescovo, prima di impartire la benedizione, ha rivolto la sua parola, parlando di speranza: “Il gesto di inaugurare una scuola è un gesto di speranza perché significa prima di tutto seminare. È speranza per il bene nostro, per il bene del Paese”.

Mons. Viola ha invocato lo sguardo di Dio su ciascuno, chiarendo che “la scuola è luogo di integrazione e l’integrazione più forte è quella di essere fratelli, figli dello stesso Padre”.

Nell’aula magna si sono susseguiti gli interventi, ad iniziare dal sindaco che, dopo aver ringraziato il governatore ed aver ricordato non senza emozione la figura di Baffi, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla costruzione del nuovo polo scolastico e ha sottolineato come sia importante “scommettere sulle nuove generazioni e come l’educazione sia un processo vitale, capace di generare vita”.

Il dirigente Della Porta ha raccontato della nuova struttura, delle sue potenzialità, di come sia in grado di “accogliere gli studenti in maniera ideale”, mentre il presidente della Provincia di Pavia Poma, nel complimentarsi con il Comune, ha evidenziato come “immaginare una scuola rappresenti un atto di coraggio” richiamando che “c’è un enorme lavoro da fare in Italia sull’edilizia scolastica e sull’istruzione” e rivolgendo “un accorato appello affinché in qualsiasi agenda di governo la scuola occupi un posto di assoluta priorità”.

Giuseppina Baffi, parlando anche a nome del fratello Enrico, ha fatto notare come una nuova scuola sia un punto di svolta per una comunità.

Ha ricordato il padre Paolo che “mantenne sempre un legame saldo con Broni dove tornava ogni volta che poteva, qui dove affondavano le sue radici”.

“Mio padre – ha continuato – sarebbe fiero di questa scuola, lui che fu sempre attivo nel combattere tutto ciò che ostacolava l’accesso allo studio. In prima persona con la mamma si impegnò nella costituzione di un liceo a Fregene che desse la possibilità anche ai meno abbienti di studiare”.

La chiusura è stata del governatore Ignazio Visco che ha incentrato la sua prolusione sulla figura dell’illustre economista.

Ne ha ripercorso le tappe principali della carriera, partendo dal ricordo dell’attenzione e della meticolosità con cui “Baffi leggeva tutto ciò che gli veniva prodotto e la cura con la quale esprimeva il proprio pensiero”. Ne ha sottolineato il rigore, l’umanità, la perdurante attualità del pensiero.

Ha in particolare evidenziato l’impegno di Baffi nella “divulgazione della conoscenza e del sapere”, nonché la sua sensibilità verso tutti gli strumenti che andassero proprio nell’ottica di una sua sempre più efficace trasmissione.

In fondo – ha concluso Visco – “la lezione di Paolo Baffi sta nell’averci trasmesso il valore dell’importanza a tutti i livelli dell’istruzione e della conoscenza” e di tutte quelle strutture dove questo avviene.

Marco Rezzani

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