Ventaglio très chic

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di Patrizia Ferrando

In piena estate meglio non sovraccaricarsi di accessori e orpelli. Ma esiste qualcosa di utile pur se molto antico. Ventaglio… très chic!

Quando fa caldo, dai cassettoni delle nonne spunta come soluzione facile ed elegante per trovare un po’ di sollievo da temperature bollenti. Simbolo dell’estate, resta un accessorio femminile mai passato di moda che, nei giorni di afa, torna prepotente a imporsi su passerelle e red carpet delle star, nelle mani di principesse e regine, ma fa compagnia anche a noi comuni mortali.

Il ventaglio attende indispensabile in borsetta per affrontare con eleganza momenti di canicola. Naturalmente, non deve essere per forza d’epoca, anche un semplice modello di poco prezzo, di carta o tinta unita, appare delizioso, mentre, tra gli oggetti del passato, i più consigliabili sono in osso o in tessuto resistente, quando invece affascinanti piume e lievi paillettes minacciano di autodistruggersi fra le vostre dita.

Il termine “ventaglio” è diminutivo dal latino “ventus”, cioè vento, e quindi “arnese acconcio a farsi vento, aria”.

La sua origine è molto antica, già nel II secolo in Cina si usavano ventagli rigidi in bamboo. I giapponesi idearono il ventaglio pieghevole. Anche la civiltà egizia, lo si vede in bassorilievi e pitture, usava un alto ventaglio, il “flabélum”, principalmente per le cerimonie. Le società greca, etrusca e romana lo impiegarono per uso domestico, per attizzare il fuoco. Nel Medioevo era impiegato nelle cerimonie religiose e in alcuni usi civili. In Europa fu introdotto dall’influencer ante litteram per antonomasia, la regina di Francia Caterina De’ Medici, e si diffuse rapidamente, all’inizio come oggetto di uso aristocratico, per poi estendersi a tutti gli strati sociali.

Un tempo esistevano codici, ormai tramontati, per muovere il ventaglio esprimendo messaggi; oggi deve ovviamente essere maneggiato con gesti garbati e osservando piccole accortezze. Il movimento sarà discreto e non concitato e si manterrà l’apertura più o meno appena sotto il mento; severamente vietato sventolarlo su altre zone corporee.

Non si provoca rumore, tanto meno si emettono espressioni estasiate per il fresco.

Se siamo a tavola non troverà mai posto su di essa. Nei momenti di non utilizzo potrà essere tenuto chiuso in mano, senza agitarlo per enfatizzare i gesti nella conversazione, appoggiato in grembo o semplicemente riposto in borsa.

Nonostante un tempo ne fosse stato bandito l’uso in Chiesa, in quanto considerato strumento di seduzione, oggi gli atteggiamenti irriverenti durante una liturgia sono ben altri (cellulari accesi, abbigliamento inappropriato) e in alcuni edifici sacri sventagliarsi diviene quasi vitale.

patrizia.marta.ferrando@gmail.com

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