Un sorriso per Francesco

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Di Ennio Chiodi

«Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti» – dice Woody Allen, alias C.W. Briggs, nel film La maledizione dello scorpione di giada. Non aveva certamente ambizioni così impegnative il centinaio di attori e scrittori comici ricevuto qualche giorno fa in Vaticano, ma quella di strappare un sorriso a Papa Francesco certamente sì. Chi era presente ce lo conferma e assicura che il Pontefice ha ricavato dall’incontro una serenità che sarebbe stata di conforto in vista di una giornata faticosa come poche nella sua sempre frenetica vita di viaggi e di lavoro. Pochi istanti dopo la fine di quell’incontro, infatti, Papa Francesco sarebbe partito per la Puglia dove avrebbe parlato ai grandi del mondo di “Intelligenza Artificiale” e avrebbe incontrato una decina di capi di Stato per discutere di pace e guerra, economia e giustizia, immigrazione e solidarietà e altre facezie del genere. Prima dei comici aveva già ricevuto un gruppo di sacerdoti in visita “ad limina” e il presidente di Capo Verde. Si è divertito, Francesco, e ha fatto divertire i comici venuti da mezzo mondo: tutti emozionati e colpiti dalla sua vivacità, credenti e non credenti, come scrive nei suoi social Leonardo Manera e come si deduce dall’espressione di una tipa del tutto irriverente come Luciana Littizzetto di fronte a “Papa Frank”. «Dammi Signore una buona digestione e anche qualcosa da digerire. Dammi la salute del corpo con il buon umore necessario per mantenerla…» Proprio Litizzetto è stata chiamata a leggere La preghiera del buon umore di San Tommaso Moro, martire della coerenza cristiana, giurista, studioso, politologo sognatore, capace di unire profondità e leggerezza. Una delle letture preferite di Papa Francesco che ha ricordato di aver citato quella preghiera nella sua esortazione Gaudete et exultate. «Nella nota 101» ha precisato a braccio, a chi glielo chiedeva, dando sfoggio di una memoria ben nota a chi lo frequenta quotidianamente. Il buon umore quindi – ci fa capire Tommaso Moro – è un dono di Dio, di cui si può anche ridere, evitando di offendere il sentimento religioso della gente, come insegna la grande tradizione letteraria e sapienziale ebraica. Aiutiamoci quindi e aiutiamo il nostro prossimo con il buon umore, esorta il Papa, che porge anche ai suoi ospiti la consueta richiesta: «Vi chiedo per favore di pregare per me, ma a favore, con il sorriso, non contro». La comunicazione – di questi tempi si nutre di attacchi personali, di contrapposizioni e raramente di quell’umorismo che – ci ricorda il Papa – non offende e non umilia. «Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti.» Come non essere d’accordo con Tommaso Moro e con Francesco?

enniochiodi@gmail.com

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