Sant’Amato Ronconi

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L’8 maggio è il giorno in cui ricorre la memoria di Sant’Amato Ronconi, il santo pellegrino canonizzato il 23 novembre del 2014 da papa Francesco. Nacque nell’odierna Saludecio, in provincia di Rimini attorno al 1226. Rimasto orfano in giovane età, fu accolto dal fratello Giacomo e dalla sua famiglia. Il giovane Amato sentì il desiderio di vivere il vangelo nella spiritualità francescana rimanendo per un periodo nel convento di Formosino, un piccolo cenobio fondato da San Francesco per i suoi frati, situato tra il castello di Montegridolfo e quello di Mondaino. In seguito si recò anche a Rimini per venerare le reliquie di san Gaudenzio e sul Monte Titano per onorare san Marino. Per quattro volte fu pellegrino al santuario di San Giacomo di Compostela, in Spagna, sulla tomba dell’apostolo. In seguito Amato decise di vivere con la sorella Clara nella casa sul Monte Orciaro che il fratello Girolamo gli aveva donato, dopo che aveva rifiutato di sposarsi. La sua dimora, situata lungo la strada che da Rimini portava a Roma, diventò un vero e proprio ospizio per i pellegrini che erano accolti durante il viaggio e potevano sfamarsi e trovare ospitalità. Il biografo Domenico Franzoni raccontò diversi miracoli compiuti dal santo durante la sua vita. Uno di questi è il cosiddetto “miracolo delle rape”: una sera non sapendo cosa dare da mangiare ai pellegrini ospiti, ordinò alla sorella Clara di andare nell’orto, dove in mattinata aveva seminato delle rape. La sorella tornò con le rape che in un solo giorno erano cresciute in modo straordinario. Durante il quinto pellegrinaggio a Santiago, gli apparve un angelo che gli annunciò la sua morte e gli ordinò di tornare a casa. Le uniche notizie certe sulla sua vita si hanno dal suo testamento, che fu pubblicato nel volume “Rimini nel secolo XIII”, edito nel 1862: «L’onesto e religioso fratello Amato del Terzo Ordine del beato Francesco, proprietario e fondatore dell’Ospedale di S. Maria di Monte Orciale, presso il castello di Saludecio, fa solenne cessione di quell’ospedale e di tutte le sue proprietà ai Benedettini di San Giuliano e di San Gregorio in Conca di Rimini, chiedendo di venire sepolto nella cappella dell’ospedale». Il testamento è datato 10 gennaio 1292 e lui morì l’8 maggio dello stesso anno nella sua povera cella. Nel 1330, in seguito a un incendio, il suo corpo fu portato nella pieve di Saludecio. Il 17 marzo 1776 Ronconi fu proclamato beato.

Nel 1804 fu costruito il nuovo santuario che accoglie le sue spoglie in una teca di vetro e vicino al quale sorge un museo.

Daniela Catalano

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