Mons. Andrea Cassulo ricordato nella sua Crebini

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Intitolata una piazza al vescovo che salvò numerosi ebrei

CASTELLETTO D’ORBA – Nel pomeriggio del 25 aprile a Crebini, frazione di Castelletto d’Orba, durante un’emozionante cerimonia, davanti a un gran numero di persone, è stata dedicata una piazza del paese al vescovo Mons. Andrea Cassulo, nato proprio a Crebini il 30 novembre 1869 e che riposa nella parrocchiale di San Francesco dal gennaio 1952, nella chiesa che egli fece ristrutturare e decorare con splendide opere di stile fiorentino e dove la sua tomba è impreziosita da una riproduzione della Pietà di Michelangelo. Erano presenti i parenti del vescovo, tra cui il nipote don Pietro Cazzulo, i pronipoti Luigi del Fante, che è anche consigliere comunale e ha ideato la manifestazione e Andrea Zanello, che ha conservato documenti, articoli di giornale e anche oggetti appartenuti alla zio e che dicono di quanto lui avesse girato il mondo e conosciuto popoli e civiltà molto lontane come i pellerossa d’America. La cerimonia è stata aperta dal sindaco Mario Pesce che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale e ha ringraziato per la partecipazione il gruppo degli Alpini, alcuni sindaci della zona, le forze dell’ordine e le autorità civili e religiose presenti. È seguito l’intervento dell’on. Federico Fornaro che dopo aver esposto alcuni cenni biografici su Mons. Cassulo, ha sottolineato il suo grande impegno nel salvare la vita di migliaia di ebrei in Romania, durante la seconda guerra mondiale, quando nel 1941 avvenne un colpo di stato fascista e l’anno successivo, oltre al Concordato tra quel regime e la Chiesa cattolica, furono introdotte le leggi razziali sulla scorta di quanto avvenuto prima in Italia. Mons. Cassulo, utilizzando proprio quel Concordato, convinse moltissimi ebrei romeni a battezzarsi per evitare ripercussioni fatali. Quando le truppe sovietiche invasero la Romania Mons. Cassulo fu dichiarato “persona non gradita” e dovette far ritorno in Vaticano. Nel 1947 Papa Pio XII lo nominò delegato apostolico in Turchia con sede a Costantinopoli dove operò sino al gennaio del 1952, quando morì tra le braccia di Atenagora I, patriarca ecumenico della Chiesa Greco Ortodossa che l’anno successivo incontra il Papa, dopo secoli di rottura. Dopo l’intervento dell’onorevole, la cerimonia è proseguita con le note del “Silenzio d’ordinanza”, eseguito magistralmente alla tromba da Angelo Repetto musicista sedicenne di Castelletto d’Orba, e lo scoprimento della targa da parte di don Pietro Cazzulo, del sindaco e del vice parroco di Castelletto padre Rajesh Jacob, che ha benedetto la targa. Ha preso poi la parola don Pietro, nipote di Mons. Cassulo, che ha narrato dei suoi ricordi con lo zio cui faceva da chierichetto durante le Messe officiate nelle brevi vacanze nella sua casa di Crebini e di come lo zio, sempre sorridente e ben disposto, ne lodasse l’operato. Il sacerdote ha ricordato anche il giorno del funerale dello zio nel gennaio del 1952 e di come con altri 11 chierichetti aveva accompagnato il feretro in un paesaggio innevato, confessando che durante il tragitto avevano anche scalciato la neve tra di loro. Don Cazzulo ha inoltre sottolineato come nell’ultimo secolo Castelletto d’Orba è stato il paese della Diocesi ad avere il maggior numero di vocazioni con figli e figlie ordinati sacerdoti (alcuni poi missionari) e suore, grazie anche a un parroco che ogni domenica pomeriggio, per anni, ha organizzato l’Adorazione eucaristica. Al termine Luigi Del Fante ha concluso mandando in onda l’audio del celebre “Discorso alla luna” tenuto da Papa Giovanni XXIII in piazza San Pietro, vero invito alla pace e alla fraternità.

Lorenzo La Fratta

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