Margherita con la R

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di Carlo Zeme

Non sono mai stato appassionato di politica, ne conosco solo il giusto per ricordarmi che votare è un diritto e un dovere civico. Ho un carattere tranquillo, la maestra Gabriella alle scuole elementari mi definì “angelico” in un colloquio con i miei genitori. Poi alle scuole medie il giudizio di trasformò in “addormentato”. Su alcuni argomenti però mi scaldo, prendo le parti di una fazione, la difendo e rivendico con tutte le mie forze la mia opinione. Tra mare e montagna sogno Rimini a Ferragosto con l’acqua bassa e calda che ti arriva alle ginocchia fino alla vicina Croazia; tra la doccia e il bagno tutta la vita il getto d’acqua che ti sveglia o ti rilassa la sera prima di andare a dormire; l’acqua la bevo naturale; il caffè meglio del the e tra i Beatles e i Rolling Stones ho suonato per una vita in una band tributo a Ligabue, con tutte le conseguenze del caso. Ho avuto a lungo idee chiare anche rispetto alla paternità. Se mai avessi ricevuto questo dono dalla vita, alcune cose la mia mente le aveva già scritte: la creatura sarebbe nata di notte, il dottore avrebbe detto «signora spinga», il nome sarebbe stato corto e senza la consonante “R” (chi mi conosce e mi ha sentito parlare almeno una volta avrà percepito una voce simile a quella di Gianni Rivera…). E poi, la mente fa giri meravigliosi, così immaginavo che questa avventura potesse iniziare nei mesi più caldi dell’anno (non a Rimini però). Va così che il 16 novembre 2023, alle 16.46, all’ospedale di Alessandria, io e Melina siamo diventati genitori. Nessuno ha dato del lei a mia moglie, non c’erano medici o chirurghi ma Irene e Camilla, due meravigliose ostetriche che ci hanno fatto sentire a casa; non c’era la notte ma il tramonto e quando andremo in gita in montagna andrà a finire che qualcuno mi sentirà urlare il nome di mia figlia che ne combina una delle sue: Margherita! Sì, Margherita. Il primo neonato che io avessi mai preso tra le braccia quando aveva pochi minuti di vita mi aveva già insegnato una cosa: lasciati stupire. Con la R.

carlo.zeme@gmail.com

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